Pane d’Abruzzo nelle cene degli chef stellati d’Italia

9 Dicembre 2017

Franco Franciosi dell’osteria Mammaròssa di Avezzano protagonista in Toscana alla manifestazione “Saperi e sapori” organizzata all’Atman di Igles Corelli

AVEZZANO. «Il lusso è solamente una materia semplice toccata da un cuore innamorato». La frase del maestro chef Igles Corelli, leggenda della cucina italiana, riempie le sale del suo Atman a Villa Rospigliosi, la splendida dimora in provincia di Pistoia che fu di un papa. Ed è qui che per tre giorni si sono mescolati i sapori e i saperi degli chef d’Italia, per uno dei più rinomati appuntamenti gastronomici della penisola. L’edizione di quest’anno di “Saperi e sapori”, evento nato da un sogno di Corelli, ha avuto come tema “Il lusso della semplicità”. Tra gli chef protagonisti anche Franco Franciosi dell’osteria contemporanea Mammaròssa di Avezzano, che Corelli vuole ospite fisso dell’evento per portare in tavola un pane che con la sua lussuosa semplicità racchiude la fragranza dell’Abruzzo. Pane con le patate di Avezzano, pizza di polenta, grissini allo zafferano dell’Appennino, ortaggi. Il tutto con un grano aquilano, di Fossa, macinato a pietra. Pane apprezzato dai commensali nelle tre serate e anche dagli chef stellati che si sono alternati ai fornelli dell’Atman. Ogni sera l’ouverture culinaria è stata opera di Marco Cahssai, da anni sous chef del maestro Corelli, mentre il finale è stato riservato agli amaretti di Santa Croce della Pasticceria Vacchetta del toscano Paolo Seghetti. Le novità di quest’anno l’hanno offerte i maestri gelatieri. Storia, memoria e tradizione, invece, nei piatti di Angelo Troiani, Valentino Marcattilii, Riccardo Camanini, Loretta Fanella, Maria Grazia Soncini, Michele Ainis, Andrea Migliaccio, solo per citarne alcuni. Da Capri al lago di Garda, dalle Valli di Comacchio alla Sicilia. Sempre col pane del Mammaròssa di Avezzano in tavola. Dalla trippa alla romana... di rana pescatrice, alla seppia del redentore, fino a un intramontabile uovo in raviolo San Domenico. Piatti semplici e lussuosi accompagnati da quei sapori dell’Abruzzo donati da Franciosi.
«Un’esperienza stimolante», sottolinea lo chef di Avezzano, che insieme alla sorella Daniela gestisce il locale di via Garibaldi, «sono orgoglioso di portare Avezzano e l’Abruzzo sul tetto d’Italia nell’ambito culinario. Gli chef che si sono alternati nelle cucine dell’Atman danno un messaggio di qualità assoluta e non può che far piacere la condivisione di questa emozione con maestri che arrivano dalla Sicilia o dal Trentino. Perché il pane? È la nostra bandiera. Il pane fa da accompagnamento ma è perfetto da solista, può essere elemento centrale o marginale in una tavola, sa essere tutto. Il pane è un alimento completo e perfetto dal punto di vista gustativo: il dolce della mollica, l’amaro e la croccantezza della crosta, l’acidità del lievito madre e la sapidità autoctona del grano che si porta dietro i propri sali minerali. Un alimento simbolico che è sulla tavola di tutti. Lo abbiamo valorizzato con le patate di Avezzano, lo zafferano dell’Appennino abruzzese, il grano di Fossa macinato a pietra e le verdure del nostro orto».
Nel corso della tre giorni, Franciosi ha registrato anche una puntata sul pane per il Gambero Rosso. Andrà in onda a gennaio. All’Atman, poi, si sono ritagliati il loro spazio gli studenti dell’Istituto alberghiero di Montecatini Terme, guidati dal professor Antonio Antonino.
Ma su tutti ha troneggiato la sorridente figura di Igles Corelli, lo chef che con il suo Trigabolo di Argenta è stato il primo a valorizzare la cucina del territorio, insieme al suo allievo Bruno Barbieri. «Sono amico di Franco Franciosi e adoro l’Abruzzo», sottolinea Corelli, «il suo pane è spaziale, un semplice lusso. Il futuro della cucina? La gente è legata all’infanzia, al mondo di casa, alle nonne, quindi l’ideale è spingere le persone a provare le novità attraverso quello che per loro è ricordo, normale consuetudine. Questa sarà la sfida degli chef per il futuro».
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