Paolini: tutte accuse senza prove

L’inchiesta di Cerchio, il legale si difende: quegli incarichi affidati regolarmente
CERCHIO. «Solo supposizioni prive di prove». L’avvocato Franco Paolini si dichiara estraneo ai fatti contestati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti al Comune di Cerchio. Venti gli indagati tra sindaci, amministratori, tecnici comunali e imprenditori locali. Paolini è accusato di corruzione dalla Procura di Avezzano. Secondo il procuratore Maurizio Maria Cerrato, titolare dell’inchiesta, il noto avvocato marsicano, già amministratore comunale a Cerchio, «retribuiva illecitamente Tedeschi (Gianfranco, il sindaco, ndc) attraverso l’assunzione fittizia nel suo studio legale quale impiegata addetta alla segreteria dello studio e la conseguente illecita retribuzione di Fulvia Cipriani, coniuge del sindaco». Un’assunzione che, secondo la Procura inquirente, era «fittizia, costituente l’illecita remunerazione fornita dall’avvocato Paolini quale compenso per il Tedeschi relativo agli incarichi professionali retribuiti e a lui affidati dal Comune di Cerchio a difesa degli interessi dell’Ente», con parcelle liquidate per oltre 40mila euro. Secondo il difensore dell’avvocato Paolini, Antonio Milo, «l’ipotizzato collegamento tra gli incarichi professionali e l’assunzione della signora Cipriani non ha solide fondamenta, in quanto si basa su mere supposizioni prive del benché minimo riscontro probatorio». Secondo il difensore di Paolini, infatti «gli incarichi sono stati svolti tutti regolarmente e con successo per il Comune di Cerchio, tanto che le spese legali sono state poste a carico delle parti soccombenti nel giudizio». Quindi, secondo il legale, otre a trattarsi di incarichi professionali affidati regolarmente, il Comune non avrebbe speso nulla per pagare il legale. «L’avvocato Paolini», continua Milo, «valente professionista, che mi onoro di difendere, si dichiara, dunque, totalmente estraneo alla vicenda». Si dice estraneo alle accuse anche Vincenzo Angeloni, ex parlamentare, che secondo l’accusa, insieme a Tedeschi, vantava conoscenze politiche nelle legislature regionali. Il sindaco nel centrosinistra, mentre Angeloni nel centrodestra. Secondo la Procura, per l’affidamento di un appalto a una società di «servizi di videosorveglianza» aveva ricevuto un’Audi A5, mentre Tedeschi 2.500 euro, «promettendo futuri appalti per la ristrutturazione dell’archivio del porto militare di Gaeta o per l’installazione di impianti di videosorveglianza per Autostrade per l’Italia». Ma Angeloni, tramite il suo legale, l’avvocato Milo, «dichiara con forza la sua innocenza». «Per questo motivo», annuncia Milo, «chiederà di essere sentito dal pubblico ministero, con la certezza di poter chiarire puntualmente ogni aspetto della vicenda». (p.g.)

