Paolo Borsellino raccontato dalla figlia Lucia

Lotta alla mafia, ieri a Trasacco l’incontro con i ragazzi delle medie voluto dall’associazione Taricone
TRASACCO. Un profilo inedito della personalità del giudice Paolo Borsellino. È emerso nel corso dell’incontro che si è tenuto nella basilica dei Santi Cesidio e Rufino con Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso con la sua scorta nell’attentato mafioso di via D’Amelio nel 1992. Nel corso del convegno, organizzato dall’associazione premio Pietro Taricone, sono stati ripercorsi gli aspetti più intimi della vita del giudice Borsellino padre e il legame strettissimo con Giovanni Falcone. E poi i ricordi di un’infanzia vissuta sotto scorta fino a quel 19 luglio del 1992. L’incontro con Lucia Borsellino è stata l’occasione per trasmettere e far conoscere, attraverso un punto di vista privilegiato, i principi morali e la dedizione professionale che hanno caratterizzato la vita di suo padre. L’incontro è stato moderato da Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo. «Un incontro molto interessante», ha sottolineato Pallotta, «perché si è parlato della vicenda umana di Borsellino, dei rapporti con i figli che erano rimasti in zona d’ombra. Ne è venuto fuori il ritratto di un padre molto dolce e vicino ai figli, che ha cercato di non fare pesare su di loro la situazione in cui si trovava. È emerso un profilo inedito del magistrato, uomo religioso e molto esperto di problemi teologici». Erano presenti i ragazzi delle classi terze medie dell’Istituto comprensivo di Trasacco che si sono interfacciati direttamente con l’ospite così da poter soddisfare liberamente le loro curiosità. I ragazzi hanno potuto comprendere come sia stata la vita di una ragazza che, suo malgrado, ha dovuto vivere gran parte della sua giovinezza sotto scorta, in un contesto estremamente gravoso che ha di certo condizionato il rapporto con i suoi coetanei. (p.g.)
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