Papa Francesco all’Aquila Mappa delle possibili tappe

Da Collemaggio a San Massimo alla Cappella della Memoria: ipotesi al vaglio
L’AQUILA. La visita all’Aquila di Papa Francesco il 28 agosto – non ancora certa, ma molto probabile – sarà un evento che non impegnerà solo la Curia ma coinvolgerà tutte le istituzioni cittadine a cominciare dal Comune. Il sindaco Pierluigi Biondi si è detto pronto a «collaborare con le autorità ecclesiali e la Curia per fornire il nostro contributo affinché l’evento possa svolgersi nel migliore dei modi».
LE SFIDE IMMEDIATE
Lo stesso primo cittadino ha fatto intendere che per il 28 agosto dovranno essere completati i lavori di “valorizzazione dell’area di accesso alla Porta Santa per la migliore fruizione della basilica di Collemaggio”. Si tratta in sostanza di ampliare l’area davanti alla Porta Santa intervenendo su una buona parte della scarpata mettendola in sicurezza e creando poi una sorta di anfiteatro naturale dove i fedeli potranno assistere alla cerimonia di apertura che, se ci sarà il Papa, passerà alla storia, ormai secolare, della Perdonanza. Il 29 aprile 2009 anche Benedetto XVI entrò dalla Porta Santa, ma solo per il tempo di omaggiare Celestino V, porre il Pallio sui resti mortali del Papa Santo e osservare con sgomento la basilica in gran parte in macerie.
MUSEO PERDONANZA
Il Comune punta ad aprire per la prossima edizione dell’evento celestiniano il museo della Perdonanza nei locali di proprietà comunale in via Sassa 28 dove saranno allestiti almeno 6 ambienti con costumi storici del Corteo della Bolla, materiali fotografici, video-descrizioni dell’evento celestiniano nei suoi vari aspetti. Un museo che porrà all’attenzione dei visitatori l’importanza mondiale che la Perdonanza ha assunto soprattutto dal 2019 quando c’è stato il riconoscimento quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La sede è a due passi dalla Cattedrale (ancora da ricostruire) che sarà una delle tappe di Francesco. Difficile, ma non è escluso, che il pontefice possa visitare se non addirittura inaugurare il Museo. Comunque vada, la massiccia presenza di fedeli e turisti (sempre se la visita sarà confermata) sarà un ottimo viatico per l’avvio della struttura museale.
LA SICUREZZA
Altra sfida non da poco per le istituzioni e per chi tutela l’ordine pubblico sarà la questione sicurezza. Nelle prossime settimane, insieme al prefetto della casa pontificia, saranno all’Aquila anche uomini della Gendarmeria Vaticana che svolge attività di intelligence, si occupa della sicurezza personale del Papa e dell'intero Stato del Vaticano.
IL PERCORSO DEL PAPA
Premesso che di certo non c’è ancora nulla si possono però fare delle ipotesi. I punti fermi sono due: il Duomo e la Porta Santa. Si può quindi presumere che il pontefice dovrà muoversi per forza di cose tra questi due luoghi. L’incontro con i parenti delle vittime potrebbe svolgersi nella chiesa del Suffragio (o davanti all’edificio sacro, in piazza Duomo) simbolo dei due ultimi terremoti che hanno distrutto L’Aquila: quello del 1703 e quello del 2009. La chiesa di Santa Maria del Suffragio (Anime Sante) fu realizzata a ricordo delle migliaia di vittime del 1703. Oggi ospita la Cappella della Memoria in ricordo del dolore e del pianto che il sisma di 13 anni fa ha causato.
MATTARELLA
La visita del Papa potrebbe seguire quindi lo stesso schema di quando nella mattinata del 6 dicembre 2018 ci fu la visita, per l’inaugurazione della chiesa restaurata, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale, prima di entrare nel Suffragio, era stato accompagnato dal cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi dentro la Cattedrale. In quell’occasione la parte “bassa” di Piazza Duomo fu letteralmente blindata anche se il presidente poté senza problemi salutare la folla e in particolare incontrare centinaia di bambini aquilani nati nel 2009.
ALTRE TAPPE
Il Papa (che se arriva la mattina reciterà a mezzogiorno l’Angelus dall’Aquila in diretta mondiale, magari proprio nella chiesa del Suffragio) potrebbe incontrare le autorità civili a Palazzo dell’Emiciclo per proseguire per la basilica di Collemaggio. Se sarà una visita “lunga” il santo padre avrà anche bisogno di un po’ di riposo e magari nello spirito francescano potrebbe essere ospitato nella basilica di San Bernardino già tappa di Giovanni Paolo II il 30 agosto 1980. Ma per ora si tratta solo di ipotesi. Tra un paio di mesi se ne potrà sapere di più.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

