Papa Francesco all’Aquila Prime ipotesi sull’itinerario

L’annuncio del cardinale mette in moto la macchina organizzativa della Chiesa ma anche di Comune e prefettura. Potrebbe visitare i luoghi-simbolo del sisma
L’AQUILA. Manca più di un anno all’“auspicata” visita all’Aquila di Papa Francesco in occasione della Perdonanza celestiniana edizione 2022, ma già a settembre, come hanno fatto intendere sia il cardinale arcivescovo monsignor Giuseppe Petrocchi che il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, la macchina organizzativa dovrà mettersi in moto. Inutile girarci intorno: per organizzare tutto a puntino serviranno risorse che dovranno essere trovate prima possibile per evitare che al momento giusto la macchina si intoppi. La seconda cosa da decidere è quanto durerà la visita del Papa.
TEMPI E MODALITÀ. Fissato il fatto che avverrà il 28 agosto del 2022 (sarà una domenica) servirà stabilire se far venire il Santo Padre sin dalla mattina o limitare tutto a 3-4 ore, il tempo di celebrare la messa sul piazzale della basilica di Santa Maria di Collemaggio e aprire la Porta Santa. Nel primo caso (che sembra quello che si augura il cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi) il Papa potrebbe arrivare in elicottero alla scuola della Guardia di Finanza a Coppito e poi partire (con una massiccia scorta) in macchina per i luoghi simbolo del sisma del 2009 in un percorso fra memoria e attualità. Come ha detto Biondi, «se Benedetto XVI, nell’aprile del 2009, venne per asciugare le lacrime, Francesco verrà a vedere la rinascita».
LE PRIME IPOTESI. Non è escluso che il pontefice regnante ripercorra le stesse tappe del suo predecessore (Onna, Casa della Studente, magari Roio e il suo santuario, che fu visitato il 30 agosto del 1980 da Giovanni Paolo II) e poi la Cattedrale dei santi Massimo e Giorgio da ricostruire, la chiesa di Santa Maria del Suffragio (Anime Sante) con la Cappella della memoria, la basilica di San Bernardino e, infine, chiaramente, la basilica di Santa Maria di Collemaggio per aprire la Porta Santa e rendere omaggio ai resti mortali di Celestino V. Si tratta, allo stato attuale delle cose, di mere ipotesi, la cui fattibilità andrà verificata sino all’ultimo minuto (le variabili sono tantissime). Se invece si deciderà per una “toccata e fuga” tutto sarà più snello.
I SOPRALLUOGHI. Già entro l’anno la Gendarmeria vaticana potrebbe avviare una serie di sopralluoghi allo scopo di valutare quali sono i luoghi principali da visitare e se ci sono le condizioni di sicurezza. La parola passerà, poi, al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Cinzia Torraco, che dovrà stabilire quanti uomini e quali mezzi mettere in campo. Ci sono, inoltre, aspetti che afferiscono direttamente al Comune dell’Aquila, che dovrà predisporre parcheggi di scambio e servizio navetta. Molte strade andranno transennate. Dovranno essere predisposti “sistemi di accoglienza” che includono sicurezza, sanità, servizi igienici, informativi, schermi multimediali, sala stampa, acqua, cappellini, planimetrie orientative anche con gli orari di transito del Papa. Andrà tenuto conto del clima, soprattutto se sarà una giornata con alte temperature. Dovrà essere disposta una sorta di “centrale operativa” che si dovrà occupare anche di chi semplicemente vorrà vedere almeno passare il pontefice. Insomma, una macchina davvero complessa e articolata, che deve partire subito. Sperando che, poi, fili tutto liscio e che la visita ufficiale di Papa Francesco alla città dell’Aquila da “auspicio” possa diventare una realtà. (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

