Papa Francesco sceglie D’Angelo Sarà il successore di Petrocchi

20 Agosto 2023

Il cardinale compie 75 anni e raggiunge l’età massima, per lui è l’ultima Perdonanza da arcivescovo Tra 12 mesi sarà sostituito dal suo ausiliare, che da oggi diventa coadiutore con diritto di successione

L’AQUILA. Quella che sta per iniziare sarà l’ultima Perdonanza da arcivescovo dell’Aquila per il cardinale Giuseppe Petrocchi (nel capoluogo dal 2013). Nel 2024 ad affiancare il cardinale indicato dal Vaticano ad aprire la Porta Santa, ci sarà l’arcivescovo Antonio D’Angelo il quale fra 12 mesi prenderà il posto di Petrocchi.
LA NOMINA
Alle 12 di ieri la sala stampa del Vaticano ha comunicato che «Papa Francesco ha nominato arcivescovo coadiutore, con diritto di successione, monsignor Antonio D’Angelo, fino ad oggi vescovo ausiliare dell’arcidiocesi dell’Aquila. Contestualmente il cardinale Petrocchi, arcivescovo metropolita, è confermato nel suo servizio di ordinario per un anno». Il Papa dunque, semplificando al massimo, ha “blindato” la successione a Petrocchi. L’attuale arcivescovo (nato a Venagrande, frazione del comune di Ascoli Piceno, il 19 agosto 1948) proprio ieri ha compiuto 75 anni e le regole della Chiesa impongono a vescovi e arcivescovi di rimettere il mandato nelle mani del Papa il quale può accettare le dimissioni o prorogare l’incarico. Nel caso di Petrocchi, Papa Francesco gli ha concesso la proroga di un anno quindi fino al 19 agosto del 2024, quando automaticamente (anche se ci sarà un atto formale) D’Angelo diventerà il nuovo arcivescovo dell’Aquila. Ieri la notizia è stata data da Petrocchi ai sacerdoti della diocesi in contemporanea con la nota stampa del Vaticano.
Subito dopo l’ufficio diocesano per comunicazioni sociali diretto da don Claudio Tracanna ha diffuso una nota in cui si legge: «Il cardinale Petrocchi manifesta profonda gratitudine a Papa Francesco per questa scelta (la nomina di D’Angelo a coadiutore con diritto di successione), che condivide pienamente. Viene, infatti, sancita la linea della continuità pastorale che non vuol dire semplice riproposizione del già fatto, ma prolungamento creativo di orientamenti ecclesiali positivamente collaudati, rimanendo aperti alle novità che lo Spirito incessantemente suscita nel popolo di Dio e nel mondo. Con la certezza di essere accompagnati dalla preghiera di Celestino V e dei santi patroni. Il cardinale Petrocchi e D’Angelo, giunto all’Aquila il 20 settembre 2021, hanno sempre testimoniato una fattiva intesa ministeriale, promuovendo unità di pensiero, di progettualità e di azione. Viene affidato alla Vergine Maria – maestra, madre e modello di comunione – questo passaggio nella vita della Chiesa aquilana, con la speranza che sempre di più la grazia rafforzi la missione di irradiare la spiritualità e la prassi sinodale. Poiché, avanzando sulla via della fedeltà al vangelo, la nostra comunità diocesana diventa, con crescente efficacia, lievito cristiano e sociale di coesione, di solidarietà e di pace». La nota della diocesi significa che Petrocchi, quando fra un anno andrà via, intende lasciare la diocesi in mani sicure. D’Angelo nel 2021 era stato indicato proprio da Petrocchi come “suo” ausiliare e anche nella nomina di ieri il parere dell’attuale arcivescovo ha pesato non poco. Il Papa, come è noto, ha grande stima del presule mandato 10 anni fa all’Aquila per affrontare una serie di gravosi problemi.
Petrocchi in questo decennio ha raggiunto molti obiettivi fra cui quelli di rimettere un po’ di ordine nei “conti” della diocesi, avviare i lavori di ristrutturazione del duomo, portare all’Aquila Papa Francesco che lo scorso anno ha aperto la Porta Santa e prolungato per 12 mesi l’indulgenza (Anno della Misericordia). Ora Petrocchi ha un altro obiettivo da lasciare in eredità a D’Angelo e alla città: inserire L’Aquila e la Perdonanza nel circuito turistico-religioso del Giubileo 2025. E chissà che nel 2024 il Vaticano non indichi proprio Petrocchi per aprire con D’Angelo la Porta Santa.
I PRECEDENTI
In tempi recenti ci sono 2 precedenti nella diocesi dell’Aquila di nomina ad arcivescovo coadiutore con diritto di successione. Il primo all’inizio degli anni Ottanta quando monsignor Mario Peressin fu scelto come coadiutore-successore dell’arcivescovo Carlo Martini. Poi è stata la volta di Giuseppe Molinari che nel 1998, con Peressin “in pensione” diventò arcivescovo dell’Aquila.
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