Parcheggi selvaggi e strade sventrate «Ecco il centro storico»

I residenti protestano soprattutto nella zona dei quartieri di Fontesecco e San Domenico per le imprese «invadenti»
L’AQUILA. Parcheggi selvaggi, senza alcun criterio. Lavori di scavi nelle strade, senza poi ripristinare lo stato iniziale.
Sono le proteste dei residenti del centro storico, chi rientrato da più tempo, chi da poco, che non possono parcheggiare le auto perché tutte le piazze, strade e stradine, persino le chiese monumentali, sono occupate dai veicoli di qualsiasi tipo – dalle auto ai furgoni, ai mezzi pesanti e più leggeri come camion di piccole e medie dimensioni – del personale delle imprese che stanno lavorando alla ricostruzione del centro storico.
«Strade che vengono chiuse improvvisamente, noi che siamo costretti a parcheggiare le auto un chilometro lontano dalle nostre abitazioni, mentre loro, che arrivano alle 7.30 del mattino e vanno via alle 17 e anche di più, lasciano tutto il tempo lì i loro mezzi, le loro auto», dicono alcuni residenti molto arrabbiati. «Abbiamo fatto presente la cosa più volte al Comune, ma pare non ci sia nulla da fare: nessuno viene a controllare nulla. Poi, però, vengono dopo le 17, com’è successo, e paradossalmente multano le nostre auto parcheggiate. E poi percorrere alcune strade, per uscire dal centro, come via Fontesecco, è diventato assurdo: sembra un giorno di ordinaria follia... È una situazione kafkiana».
«Per non parlare di quello che le imprese lasciano dopo aver eseguito degli scavi per interrare tubi o fare collegamenti», aggiungono i residenti. «Soprattutto nella zona di San Domenico, Fontesecco, ci sono strade che erano ancora con i sampietrini e il selci bianchi di fiume, pietosamente risparmiate dal terremoto, ma non dalle imprese, che hanno divelto tutto, scavato e non hanno rimesso neppure un po’ di asfalto, così quando piove forte – come il nubifragio di quattro giorni fa – all’interno dei cortili e delle case entrano detriti e fango».
«Eppure qualcuno dovrebbe vigilare su questi problemi. Quando una ditta fa uno scavo, qualcuno dovrebbe controllare se poi ripristinano la pavimentazione com’era. Altrimenti lo deve fare il Comune e, di conseguenza, noi cittadini, che paghiamo la Tasi, che comprende il buon funzionamento della pubblica illuminazione, le fognature, lo stato delle strade».(v.p.)
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