Parchi gioco ancora chiusi, proteste in città

26 Giugno 2020

Gli ex amministratori Di Stefano e Presutti: noi genitori in difficoltà, le strutture vanno riaperte subito

AVEZZANO. Parchi giochi ancora chiusi in città: a due settimane dal decreto del governo che ne disponeva la riapertura, i cancelli del “Dino park” sulla strada Panoramica e del parco giochi di piazza Torlonia restano chiusi. Gli ex amministratori comunali Pierluigi Di Stefano e Crescenzo Presutti, nelle vesti di genitori, suonano la sveglia a Palazzo di città. «Sono passati 15 giorni dall’emanazione del decreto governativo che ha disposto l’apertura dei parchi giochi per bambini», esordisce l’ex assessore alla cultura, Pierluigi Di Stefano, «ma ad Avezzano non vi è traccia dell’applicazione. Non capisco le ragioni del ritardo: il decreto è chiaro, servono poche accortezze e piccoli adeguamenti per rendere i parchi utilizzabili. Noi genitori siamo in difficoltà, soprattutto quando dobbiamo spiegare le ragioni della chiusura ai nostri figli che, disorientati, vedono che tutto è aperto tranne ciò che li riguarda. Spero che si provveda in tempi celeri: i bambini devono tornare a utilizzare scivoli, altalene e tutti i giochi presenti nelle aree pubbliche e private. Non limitiamo ulteriormente i loro sacrosanti diritti». Capita spesso, infatti, di vedere i genitori in difficoltà di fronte a quei cancelli chiusi. Un ritardo inaccettabile per l’ex vice sindaco, Crescenzo Presutti. «Per prima cosa», sostiene l’ex amministratore, «bisogna prendere atto che il rischio della trasmissione di Covid-19 nei bambini è bassissima. In questi mesi i giovani e i bambini sono stati i più penalizzati, non solo dal governo ma anche dall’attuale gestione commissariale del Comune. Quest’ultima, purtroppo, molto politicizzata, ha ignorato i loro bisogni e il loro benessere. Eppure dovrebbe essere una priorità dell’agenda politica di ogni amministrazione che si rispetti». Presutti, quindi, dice «basta ai ritardi nella riapertura dei parchi giochi. In ogni comune italiano si sta cercando, insieme alle organizzazioni del volontariato, di mettere a disposizione alcuni spazi pubblici per organizzare attività didattiche e di svago, servendosi di operatori comunali e volontari. I parchi vanno immediatamente riaperti, magari affidandone la gestione a cooperative sociali di giovani che controllino gli ingressi e la corretta fruizione delle aree da parte degli utenti. In questo modo si potrebbe creare anche qualche posto di lavoro come avevamo deliberato prima della caduta dell’amministrazione». (m.s.)
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