Parco commerciale, scontro in consiglio

18 Giugno 2020

Approda in aula la delibera per il nuovo insediamento a Centi Colella. Coro di no delle opposizioni e di alcune associazioni

L’AQUILA. Parco, galleria oppure centro commerciale che dir si voglia, la proposta che approda oggi in consiglio comunale per Centi Colella, oltre alle opposizioni e alla Confcommercio, non piace alle associazioni. Archeoclub, Italia Nostra, Legambiente e Pro Natura rivolgono un appello al consiglio comunale e dicono «no a nuovi centri commerciali». Si profila uno scontro tra posizioni divergenti, con possibili defezioni nella stessa maggioranza, dove non sono escluse imboscate dell’ultimora.
LA SEDUTA. Il consiglio si riunisce, ancora su piattaforma digitale, stamani alle 10. All’ordine del giorno due proposte deliberative riguardanti, rispettivamente, una variazione di destinazione d’uso di un’area, a Centi Colella, da “zona per attrezzature direzionali” a “zona per attrezzature commerciali”, e l’approvazione del relativo planivolumetrico di coordinamento per la realizzazione di un parco commerciale, e una seconda richiesta di variazione di destinazione d’uso.
DI CHE SI TRATTA. I tre progetti commerciali che la giunta Biondi vuole varare sono localizzati a Centi Colella, a Pettino e a San Sisto. A Centi Colella si vuole realizzare un parco commerciale di media distribuzione da 3.300 metri quadrati con bar, caffetteria e un negozio all’ingrosso per il fai-da-te. Il terreno in questione, di proprietà della ditta “Ventuno srl” di Francesca Specchio, si trova accanto al centro postale operativo. A Pettino (zona Solaria) c’è un progetto per circa 6.500 metri quadrati e a San Sisto un altro di poco inferiore ai 4mila metri quadrati dove il cantiere è stato già aperto.
DELIBERA LEGHISTA. La delibera dell’assessore della Lega Daniele Ferella non piace alla sinistra, ma non gode di unanimi consensi neppure a destra. L’Udc ha già esplicitato riserve, e anche in Forza Italia e Fratelli d’Italia potrebbero esserci defezioni. L’altra incognita che potrebbe affossare la delibera è rappresentata dalla mancanza del numero legale.
OPPOSIZIONI AL TELEFONINO. Fuori dall’aula di Villa Gioia è prevista una mobilitazione dopo l’appello lanciato dalla Coalizione sociale che ha invitato «associazioni, cittadine e cittadini che vogliono opporsi a questo scempio a manifestare la propria contrarietà presenziando all’esterno, nel rispetto delle regole imposte dall’emergenza sanitaria». Alcuni consiglieri comunali, dunque, parteciperanno al consiglio attraverso il telefonino e assicureranno, al contempo, la presenza alla protesta. Il timore di chi si oppone alla delibera è che la modalità “a distanza” possa essere sfruttata dalla destra per sopire i malumori, limitare il dibattito e il dissenso. Potere al Popolo parla di «audace colpo dei soliti noti» e di «colata di cemento di cui non se ne sentiva il bisogno». Per il Movimento giovanile della sinistra e Articolo 1 la delibera sul commercio è «un’iniziativa miope e senza logica». Per Archeoclub, Italia Nostra, Legambiente e Pro Natura «una città che vuole guardare al futuro, al miglioramento della qualità della vita, a una rivitalizzazione del proprio centro storico che sia il più rapida possibile, non può oggi fare scelte del tutto antistoriche e immaginare la presenza di un’ennesima e superflua area commerciale raggiungibile solo in auto, con un ulteriore consumo di suolo e impatto paesaggistico-ambientale».
E ALLORA LA BIBLIOTECA? Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale M5S Giorgio Fedele, il quale critica «l’ennesimo centro commerciale, e soprattutto la mancata approvazione della mozione per il ritorno in centro della biblioteca comunale, ora a Bazzano».
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