Parco della Memoria, si va avanti

In Commissione polemica con i residenti per i parcheggi a piazzale Paoli, ma Liris non torna indietro
L’AQUILA. «Sul Parco della Memoria non torneremo indietro. Il progetto è stato validato dai tecnici, rimane solo da approvarlo in giunta e poi potrà andare a gara». A ribadirlo è stato il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici, Guido Liris nel corso della seduta della Commissione consiliare Territorio, convocata su proposta del consigliere Luca Rocci (L’Aquila Futura) per discutere sullo stato di attuazione del progetto per la realizzazione del Memoriale dedicato alle vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Opera che sorgerà al posto di piazzale Paoli, accanto alla Villa Comunale (una delle zone in cui si sono registrati più lutti). Alla Commissione sono intervenuti anche i rappresentanti dei familiari delle vittime (Vincenzo Vittorini, Maria Grazia Piccinini e Antonietta Centofanti) e due portavoce dei residenti della zona di piazzale Paoli. Questi ultimi si erano messi di traverso al progetto originario, contestandone alcuni punti: nello specifico il taglio degli alberi, l’eliminazione della scalinata e la mancata previsione di nuovi parcheggi. Resistenze che avevano sollevato non poche polemiche, ma che, ha detto Liris, «sono state superate modificando, senza tuttavia stravolgerlo, il progetto». In sostanza, nella nuova versione sono stati salvati sia gli alberi, sia la scalinata e sono stati confermati la vasca della fontana monumentale, che recherà incisi i nomi delle vittime, e l'obelisco (che però sarà accorciato di qualche metro). «Fate quel che volete», ha detto Antonietta Centofanti, «l’importante è che ci siano i soldi per fare i lavori e anche quelli per la manutenzione dell’opera».
Sulla copertura finanziaria, Liris ha detto che i soldi (700 mila euro, di cui 87 mila donati da Eataly) ci sono. Riguardo l'altro punto – il timore, cioè, che il Memoriale possa andare incontro a incuria e deterioramento – anche Maria Grazia Piccinini, madre di Ilaria Rambaldi, studentessa deceduta proprio a piazzale Paoli, ha chiesto garanzie: «Se non le avremo, non darò il permesso a mettere lì il nome di mia figlia». «È assurdo», ha chiosato con amarezza Vittorini, «che a quasi dieci anni dal terremoto non ci sia ancora un luogo della Memoria laico e pubblico dedicato alle vittime di quella terribile notte. La proposta doveva venire dalla città».
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