Parco, demolite le baracche abusive

PESCASSEROLI. Ha preso il via, con la prima demolizione di un agglomerato di baracche alla periferia di Pescasseroli, la campagna del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise per il recupero delle aree...
PESCASSEROLI. Ha preso il via, con la prima demolizione di un agglomerato di baracche alla periferia di Pescasseroli, la campagna del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise per il recupero delle aree degradate da abusi edilizi.
La prima demolizione si riferisce ad un agglomerato di baracche, costruite in modo completamente abusivo con materiali di recupero (lamiere, legno, cemento) per ricovero di animali, ai margini del comune sede del Parco, tra le belle praterie della Difesa, su terreno comunale.
«Demolire un abuso edilizio nel Parco non significa penalizzare qualcuno o limitare le attività imprenditoriali dell’Area protetta», spiega il vicepresidente del Parco, Augusto Barile, «ma anzi costituisce elemento importante per lo sviluppo delle attività svolte dagli albergatori, dalle guide escursionistiche e di tutti gli imprenditori che hanno scommesso, sull’esistenza del Parco e sul turismo sostenibile e di qualità».
«Come previsto dalla legge nazionale sulle aree protette e da quella sull’edilizia, l’Ente Parco ha tra i suoi compiti quello di ordinare ai responsabili», ricorda lo stesso Parco d’Abruzzo, «la demolizione degli abusi edilizi e, in caso di mancata esecuzione, di procedere direttamente addebitando poi le spese al responsabile, contestualmente viene anche acquisito al patrimonio del Parco il terreno su cui insiste l’abuso. In tal senso il ministero dell’Ambiente ha assegnato appositi fondi per un’efficace azione di ripristino dei luoghi alterati dagli abusi».
Un’azione, dunque, che pare doverosa nei riguardi di un territorio che storicamente connota l’Abruzzo.
Il Parco nazionale d’Abruzzo fu inaugurato su iniziativa privata nel 1922 e riconosciuto nel 1923. La gestione è dell’ente Pnalm che ha sede legale a Pescasseroli. Interessa 25 comuni distribuiti nelle province di Frosinone, Isernia e L’Aquila. Nel 1980 ha avuto inizio il processo di suddivisione in zone a diversa protezione ambientale per poter conciliare le esigenze delle aree.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

