Parco fluviale chiuso, sale la protesta

22 Marzo 2019

Il provvedimento adottato un mese fa dopo l’ennesimo raid vandalico, il Comune annuncia di voler correre ai ripari

SULMONA. «Non è possibile che con l’arrivo della primavera, l’unico spazio verde presente in città, se si esclude la malandata villa comunale, venga tenuto sotto chiave impedendo a sulmonesi e turisti di poterne usufruire». Protestano i cittadini che a distanza di un mese dalla sua chiusura perché ritenuto “troppo pericoloso” per i danni provocati dai continui raid vandalici, tornano a chiedere al sindaco di riaprire il parco Daolio. «Troppo facile risolvere i problemi così come fa il Comune impedendo ai cittadini di poter godere di uno spazio vitale», incalzano ancora i cittadini, «importante anche per i bambini e per gli anziani che non sanno più dove andare».
Il parco Daolio è stato chiuso a metà febbraio dopo il solito raid vandalico in cui sono state divelte porte e finestre di alcune stanze della struttura nel parco e distrutto parte dell’impianto elettrico. Dal Comune fanno sapere che tutto è rimasto fermo per la contingente crisi amministrativa e che lunedì ci sarà una prima riunione per dare una destinazione certa al parco fluviale. Anche perché in tanti si sono offerti di poter gestire l’area verde che potrebbe diventare anche una buona risorsa economica per tanti.
Nei cassetti del Comune giace da tempo un ambizioso progetto proposto da Sulmona Trekking che prevede l’utilizzo del parco Daolio come fulcro di un sistema più articolato per il turismo naturalistico territoriale. Collegata al parco anche la proposta di riattivazione del centro di educazione ambientale Paolo Barrasso con l’obiettivo di sviluppare un’azione educativa, rivolta agli studenti, di informazione e sensibilizzazione in materia ambientale. Creare un rapporto equilibrato con l’ambiente ma anche uno sviluppo turistico eco-sostenibile che punta, fra le altre cose, alla promozione di “pacchetti” che includano la Maiella, il Morrone e il Monte Genzana. E oltre ai parchi ci sono i luoghi della spiritualità, come l’eremo di Celestino o la chiesetta di San Pietro. «Un progetto di ampio respiro», sostiene Stefano Goti, il presidente dell’associazione Sulmona Trekking, «che punta a promuovere il territorio, con tutte le sue bellezze naturalistiche, e ad organizzare spettacoli, manifestazioni, mostre festive, rassegne con l’intento di far conoscere tutto ciò che ruota intorno all’arte e alla cultura. Tutto questo senza naturalmente tralasciare la gestione ordinaria del parco. Un progetto, quello proposto al Comune, che potrebbe portare anche alla creazione di posti di lavoro, almeno una decina, soprattutto per i giovani». Un progetto volto a trasformare un luogo che oggi dà solo problemi, in uno spazio fruibile e in una possibile fonte di reddito per chi sarà chiamato a gestirlo.
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