Parco piazza d’Armi, tensione in commissione
Opera ferma al palo: scontro tra il vicesindaco Daniele e il capogruppo di Forza Italia, De Matteis
L’AQUILA. Alta tensione ieri in commissione Territorio tra il vicesindaco con delega alle Opere pubbliche Raffaele Daniele e il capogruppo di Forza Italia Giorgio De Matteis.
All’ordine del giorno c’era la discussione sul progetto del nuovo parco urbano di piazza d’Armi e sui motivi che ne stanno tenendo bloccata la realizzazione. La vicenda inizia nel 2014, quando ad aggiudicarsi l’appalto, che partiva da una base d’asta di 18 milioni, è la Rialto Costruzioni, azienda della provincia di Caserta, che vince con un ribasso di oltre il 60%. Particolare che desta tra gli addetti ai lavori qualche perplessità e che attira anche l’attenzione dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, che sulla vicenda apre un fascicolo (poi conclusosi con un nulla di fatto). Rialto deposita, subito dopo, un progetto esecutivo che presenta, però, considerevoli modifiche rispetto al definitivo e che prevede varianti in aumento per circa 5 milioni. Troppi. Infatti la società incaricata di eseguire le verifiche di congruità, la Pcq di Ancona, lo giudica non conforme. A quel punto, il responsabile unico del procedimento – siamo a settembre 2018 – invita la società a presentare di nuovo il progetto rispettando le prescrizioni messe nero su bianco dalla Pcq. Cosa che Rialto fa nel gennaio 2019, limitando l’aumento dei costi a 2,7 milioni. Per evitare di perdere altro tempo, il Rup convoca una conferenza dei servizi che valuta positivamente il nuovo progetto, pur con tutta una serie di paletti fissati dal ministero dell’Interno, dal disability manager del Comune e dai vigili del fuoco. Si arriva così al 2 dicembre scorso, quando viene pubblicato il bando per una nuova validazione. Nel frattempo, però, arriva la notizia che la Rialto è andata in concordato preventivo e che per questo è stata esclusa da altre gare d’appalto, anche all’Aquila. Poiché, però, l’aggiudicazione dei lavori per piazza d’Armi è antecedente al concordato, il Comune non interviene.
«Abbiamo deciso di salvare l’opera», ha sottolineato Daniele. «Se avessimo annullato l’iter avremmo dovuto riconoscere il 10% dei compensi previsti alla società aggiudicataria e ci saremmo esposti a possibili ricorsi delle altre imprese che hanno risposto al bando». A mandare su tutte le furie De Matteis sono state però le parole rivolte dall’assessore ai consiglieri di centrodestra: «Se la maggioranza darà parere contrario, ne prenderemo atto». De Matteis a quel punto ha chiesto al Rup cosa potrebbe accadere in futuro. In sostanza, se il progetto verrà validato, e si saprà tra qualche mese, il Comune si ritroverà con un progetto esecutivo approvato. Nel frattempo, il tribunale dovrà esprimersi sulla richiesta di concordato preventivo avanzata dalla Rialto. Se questo non dovesse essere concesso, l’azienda sarebbe costretta a dichiarare fallimento e i lavori a quel punto dovrebbero essere affidati a un’altra impresa. Ma se anche fosse accordato, e il progetto dovesse essere validato, rimarrebbero forti dubbi sulla capacità della Rialto di condurre a termine i lavori. Insomma, un rompicapo.
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