Parco, uno studio sulle acque sotterranee

3 Settembre 2014

Gruppo di lavoro effettua campionamenti in diversi siti del territorio e lungo il fiume Sagittario

L’AQUILA. I mesi estivi hanno visto pienamente operativo sul campo il gruppo di ricerca del nuovo progetto «Aqualife», finanziato dal programma comunitario Life del quale il Parco Gran Sasso-Laga è beneficiario coordinatore.

«Aqualife», con un budget totale di 1.705.964 euro, di cui 848.585 finanziati dall’Unione Europea, ha come principale obiettivo quello di sviluppare e divulgare un sistema di indicatori, innovativo e di facile utilizzo per la valutazione dello stato della biodiversità degli ecosistemi dipendenti dalle acque sotterranee. A oggi, infatti, benché esista una direttiva comunitaria (2006/118/CE) sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento, non è stato ancora messo a punto nessuno strumento per misurare il livello di biodiversità negli ambienti acquatici sotterranei, il tasso di perdita di biodiversità e la correlazione con le attività antropiche svolte in superficie ma che influenzano profondamente le acque sotterranee.

Il progetto, che sta attualmente impegnando sei giovani ricercatori (dottorandi e borsisti) coordinati dalla professoressa Diana Galassi, docente di zoologia al Dipartimento Mesva dell’Università dell’Aquila, è già stato presentato con un eccellente riscontro, nel corso della XII Conferenza Internazionale che si è tenuta a Seul (Corea del Sud) dal 14 al 18 luglio scorso. Dal mese di agosto, l’équipe della professoressa Galassi, in collaborazione con tecnici del Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga e con geologi dell’Università di Roma «La Sapienza», ha avviato una campagna di indagini sul campo su scala regionale, al fine di individuare i siti che andranno a far parte della rete di monitoraggio per la creazione del sistema di indicatori. Sono stati effettuati campionamenti in siti reference nel territorio del Parco e lungo il fiume Sagittario.