Parlano i due artisti di strada: «Ecco la verità a Pescasseroli»
PESCASSEROLI. «Abbiamo ricevuto le scuse del sindaco e di un altro amministratore locale. Suoniamo per passione, non per soldi. Chiediamo solo di farlo senza troppi cavilli burocratici». A parlare...
PESCASSEROLI. «Abbiamo ricevuto le scuse del sindaco e di un altro amministratore locale. Suoniamo per passione, non per soldi. Chiediamo solo di farlo senza troppi cavilli burocratici». A parlare sono i due artisti di strada, padre e figlia, protagonisti di un episodio poco edificante a Pescasseroli. «Nessuno ci ha cacciati», precisano, «i carabinieri sono venuti e ci hanno chiesto esclusivamente i documenti, perché chiamati da qualcuno che sosteneva che avessimo il volume troppo alto, quindi sono andati via senza ripercussioni nei nostri confronti. Avevamo inviato una comunicazione alla municipale, via mail, quindi siamo andati in piena regola, e a volume contenuto, a differenza di chi sostiene il contrario. C’erano circa 200 spettatori ad ascoltarci. Un tizio a noi sconosciuto si è presentato come amministratore comunale e con toni molto bruschi ci ha chiesto chi ci aveva autorizzato a suonare. Dicendoci che non potevamo perché c’era un evento in un locale. Quindi lo stesso ci ha concesso di suonare un’oretta per evitarci un viaggio a vuoto. Abbiamo suonato e siamo andati via. Il giorno dopo abbiamo ricevuto le scuse».

