Parroco accoltellato nella basilica Una vendetta, preso l’aggressore

6 Maggio 2022

Don Francesco Grassi raggiunto da due fendenti al volto e sul collo: «Lo perdono, vivo per miracolo» Il 77enne si trova rinchiuso in carcere. Follia innescata dalla mancata elezione in una confraternita

TRASACCO. «Il Signore ha guidato quella mano che impugnava il coltello. Sono vivo ed è un miracolo. Si è scagliato contro di me quattro, cinque volte. Ma lo perdono e rinnovo il mio eccomi al Signore». Don Francesco Grassi, 56 anni, parroco della basilica dei Santi Cesidio e Rufino di Trasacco, è sconvolto. Parla a fatica. Mostra i segni della lama, ferite al volto e sul collo, ma sa che poteva andargli peggio. È stato lui stesso, in fuga dal suo aggressore e sanguinante, a chiamare i carabinieri e a chiedere il loro aiuto. Mentre l’uomo che l’ha colpito, tornato a casa dopo aver gettato il coltello per strada, ha detto alla moglie: «Tra poco mi vengono a prendere». L’autore del folle gesto si chiama Luigi Cellini, 77 anni, pensionato di Trasacco, una vita di lavoro negli ex Mercati generali di Roma. L’uomo è rinchiuso da ieri sera nel supercarcere di via Lamaccio a Lanciano. È accusato di tentato omicidio. Al momento non viene contestata l’aggravante della premeditazione. Molto dipenderà dal rapporto che gli inquirenti consegneranno in Procura.
COS’è ACCADUTo
Don Francesco Grassi, originario di Pescasseroli, ordinato sacerdote il 12 settembre 1992, si trovava in chiesa a pregare. Verso le 17 è entrato Cellini. Già armato di coltello, presumibilmente portato da casa. Una breve discussione, poi i fendenti all’interno della basilica, davanti all’altare. «Che fai, ti voglio bene, perché stai facendo questo?» le parole pronunciate dal sacerdote che in una disperata fuga è riuscito a schivare gli altri colpi. Il parroco è stato raggiunto da almeno due fendenti sul collo e al volto. L’aggressore è scappato a sua volta, in auto. Don Francesco, sanguinante, si è sbottonato il collarino ecclesiastico, l’ha gettato sul pavimento e si è diretto verso l’uscita per chiedere aiuto. Con il telefonino ha chiamato i carabinieri della locale stazione. Di lì a poco sono arrivati i militari agli ordini del luogotenente Armando Croce, assieme a un’ambulanza dell’Avis di Trasacco. Il sacerdote è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Sottoposto a una Tac, è stato medicato e gli sono stati applicati diversi punti per suturare le ferite. In serata è stato dimesso, nonostante il forte choc. In ospedale, al suo fianco, il vescovo Giovanni Massaro.
LA CATTURA
È stato lo stesso sacerdote a fare il nome di Cellini ai carabinieri. I due si conoscono da tempo. L’aggressore è stato trovato nella sua abitazione. Ha raccontato di aver gettato il coltello lungo il tragitto dalla basilica verso la casa. I carabinieri hanno recuperato un’arma e dagli accertamenti si capirà se si tratta di quella utilizzata per ferire il parroco. Anche davanti ai carabinieri, l’aggressore ha continuato a dire che voleva farla pagare al sacerdote. Ragione per cui il procuratore Maurizio Maria Cerrato, che coordina l’inchiesta, non ha concesso attenuanti, nonostante la fedina penale immacolata del 77enne. L’uomo è stato portato nel carcere di Lanciano. Sorvegliato a vista.
IL MOVENTE
Le indagini dei carabinieri proseguono, ma stando alle testimonianze raccolte l’aggressione è maturata nell’ambiente delle confraternite. Più in particolare, nei giorni scorsi c’era stato il rinnovo delle cariche all’interno della confraternita del santuario della Madonna di Candelecchia, luogo di culto al confine con il territorio di Luco dei Marsi, caro ai trasaccani. Cellini, che negli anni si è particolarmente prodigato al servizio del santuario, sarebbe stato escluso dal direttivo. E a suo dire la colpa sarebbe stata di don Francesco Grassi, che l’avrebbe messo in cattiva luce coi confratelli. Teoria che non giustificherebbe in alcun modo quanto accaduto.
UN PAESE INCREDULO
Un gran numero di fedeli si è radunato fin da subito davanti alla basilica dei Santi Cesidio e Rufino. C’è soprattutto tanta incredulità per quanto accaduto. Cellini, la cui famiglia è stata fortemente segnata dalla tragedia del terremoto del 6 aprile 2009, è molto conosciuto in paese. Stimato anche don Francesco Grassi, da oltre 12 anni al servizio della comunità di fedeli, autore di tante iniziative per la Chiesa locale e soprattutto per i giovani o le famiglie in difficoltà.
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