«Parte una class action per i debiti del Cam»

5 Giugno 2016

Piccone (Ncd): il Comune di Celano ha un credito di 2,5 milioni di euro Attacco alla Attili («intimidisce gli utenti») e a Di Pangrazio («gestione di potere»)

CELANO. Una class action contro il Cam e una dichiarazione di guerra senza confini all’attuale gestione. L’onorevole Filippo Piccone, vicesindaco di Celano, parla di «misura colma», e di una «circolare folle attraverso la quale si è passati alle minacce nei confronti dei cittadini, ventilando un fantomatico raddoppio delle tariffe se non sarà consentita l’installazione dei contatori».

L’attacco è bi-frontale: da un lato l’attuale presidente del Consorzio acquedottistico, l’avvocato Paola Attili, dall’altro il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, per la gestione della governance. «Finora», osserva Piccone, «abbiamo mantenuto una posizione da mediatori tra le esigenze dei cittadini e quelle del Cam. D’ora in poi la musica cambia e attiveremo tutte le leve possibili – legali, normative e sostanziali – che tutelino il cittadino».

I DEBITI DEL CAM.

Piccone ricorda che «siamo di fronte a un Cam inadempiente verso il Comune di Celano nei confronti del quale ha accumulato un debito di 2,5 milioni di euro. Vogliamo riavere quei soldi e stiamo valutando, alla luce di recenti sentenze, anche la possibilità di intraprendere la strada che porti al fallimento dell’ente. Su quest’ultima ipotesi, in settimana, consulteremo i nostri legali».

IL SERVIZIO CARENTE.

Il servizio viene considerato «carente, deficitario e con l’obiettivo di finanziare il grande spreco che è stato il filo conduttore nella gestione del Cam negli ultimi 20 anni». Piccone, che precisa di parlare a nome di tutta l’amministrazione comunale, si pone una domanda: «Perché tutto questo dovrebbe ricadere sui cittadini? I cittadini di Celano pagano l’acqua nonostante il Comune non incassi quanto dovuto dal Cam. Non basta: il Cam vuole aumentare le tariffe attraverso i contatori. Il consiglio comunale della passata amministrazione ha deliberato all’unanimità che non sarebbe stata autorizzata l’installazione dei contatori fino a quando il Cam non avesse pagato i debiti. È evidente che l’installazione dei contatori con questa modalità e con questa tempistica ha l’obiettivo di aumentare artificiosamente le tariffe e non quello legittimo di far pagare di più a chi consuma di più e di meno a chi consuma meno».

«La rete idrica», aggiunge il vicesindaco, «da una decina di anni non viene sottoposta a interventi di manutenzione e il servizio non è soddisfacente. C’è da verificare, poi, tutto il ciclo dell’acqua, compresa la depurazione. Ne pagheranno le conseguenze personalmente gli amministratori del Cam. Beffa delle beffe, questo nuovo presidente ha pensato bene di spedire una circolare ai cittadini intimando un raddoppio delle tariffe illegale e improponibile con lo scopo di intimidirli. Mi sembra che ci siano responsabilità anche penali».

L’ATTACCO A DI PANGRAZIO.

Il deputato Ncd lancia accuse anche a Gianni Di Pangrazio: «Il sindaco di Avezzano, essendo il maggiore azionista del Cam, dovrebbe dotare l’ente di una governance utile al cittadino. Invece, questo strumento è stato affidato a persone inadeguate senza che lui peraltro ottemperasse alle sue prerogative in qualità di componente del consiglio di sorveglianza. La sua è una pura gestione di potere, non pensa al bene della Marsica, lo dice solo a parole. Invece, questa nostra battaglia sarà utile a tutti i Comuni della Marsica, e in particolare a quelli che vantano crediti nei confronti del Cam».

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