Passa il referendum per salvaguardare i tribunali abruzzesi

11 Dicembre 2014

La Cassazione accoglie i quesiti, ma c’è lo spettro astensione Dopo il 2018 è prevista la chiusura di Sulmona e Avezzano

SULMONA. Si apre un nuovo scenario per il futuro dei tribunali abruzzesi. A rischio chiusura ci sono le strutture giudiziarie di Sulmona, Avezzano, Vasto e Lanciano. Ora la Corte di cassazione ha accolto tutti e tre i quesiti referendari presentati dalle Regioni interessate, con l’Abruzzo capofila. In questo modo l’abrogazione di riordino della giustizia fa un notevole passo verso il referendum. Se la Corte costituzionale non respingerà i quesiti, gli italiani saranno chiamati alle urne. Ma lo spettro potrebbe diventare quello dell’astensionismo.

L’annuncio della decisione adottata alla Corte costituzionale è stata data in consiglio regionale dal presidente Giuseppe Di Pangrazio. Sui 23 tribunali per cui il decreto Monti ha previsto la chiusura, solo i quattro abruzzesi sono rimasti ancora aperti, con una proroga fino al 2018 per i disagi scaturiti dal terremoto del 2009. Questa sosta non ha però fatto abbassare la guardia sul territorio mobilitato, soprattutto nella provincia dell’Aquila, dove la chiusura delle due strutture creerebbe grossi problemi logistici all’intera popolazione e ai professionisti che lavorano nel settore della giustizia.

Senza considerare i ritardi negli iter processuali già ingolfati e sommersi dal lavoro. I quattro tribunali finiranno assorbiti rispettivamente da L’Aquila e Chieti.

La speranza, che bypasserebbe anche il referendum, sarebbe un decreto legge correttivo che rimetterebbe tutte le cose a posto, senza far correre il rischio di un voto che potrebbe non raggiungere il quorum. Sulmona punta a un decreto per il riconoscimento di tribunale di montagna, in modo da continuare l'attività giudiziaria.

Avezzano, invece, punta sul fatto che l’accorpamento con la struttura aquilana sarebbe un controsenso: il tribunale marsicano, infatti, da solo ha più lavoro del tribunale dell’Aquila.

I tribunali della provincia di Chieti potrebbero ottenere un accorpamento tra loro.

Il referendum abrogativo potrebbe rendere inutili tutte queste strategie.

La città capofila dell’iniziativa referendaria è stata Avezzano con un documento stilato dall’avvocato Mario Petrella.

Provvedimento approvato dalla Regione Abruzzo e dai consigli regionali di Marche, Puglia, Calabria, Basilicata, Campania, Liguria, Friuli e Piemonte.

Nel referendum si chiede l'abrogazione della legge di riforma della geografia giudiziaria. Il rischio è che le grandi città italiane possano snobbare in caso di voto il referendum che interessa invece piccoli territori.

Pietro Guida

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