Passaggi a livello chiusi La protesta dei cittadini

L’AQUILA. «Senza viabilità alternativa, i passaggi a livello di Pile non possono essere chiusi». Continua la mobilitazione di residenti e agricoltori contrari alla chiusura al traffico di due...
L’AQUILA. «Senza viabilità alternativa, i passaggi a livello di Pile non possono essere chiusi». Continua la mobilitazione di residenti e agricoltori contrari alla chiusura al traffico di due passaggi a livello. La richiesta è stata ribadita ieri pomeriggio, nella piazzetta realizzata a fianco del passaggio a livello, da un gruppo di residenti alla presenza del neo-assessore ai lavori pubblici Vito Colonna, del presidente della Commissione territorio Luca Rocci e dell’assessore alla mobilità Carla Mannetti. Insieme a loro anche i consiglieri comunali Stefano Palumbo e Marcello Dundee. All’improvvisato incontro a pochi metri dai binari avrebbe dovuto partecipare anche il tecnico di Rfi, Mario Esposito, lo stesso che alcuni giorni fa, in commissione territorio, aveva spiazzato tutti parlando di «rischio di disastro ferroviario» se il passaggio a livello di via Gian Gaspare Napolitano fosse rimasto attivo. Il problema, evidenziato dai residenti, è che con la chiusura totale del passaggio senza la creazione della viabilità alternativa prevista sulla carta, alcune abitazioni resterebbero isolate, soprattutto nell’eventualità, molto frequente, del blocco del sottopasso ferroviario che a ogni pioggia un po’ più forte si allaga. Resta in piedi anche l’altro problema del secondo passaggio a livello, in via Salaria Antica Ovest, chiuso da muro e blocchi di cemento. La chiusura della strada impedisce infatti ai proprietari dei terreni di raggiungere i loro appezzamenti e allevamenti, costringendoli a un lungo giro. Sulla carta, prima della chiusura del passaggio a livello, era prevista la realizzazione di una viabilità alternativa, come avvenuto in altri contesti. Il consigliere comunale Palumbo, che è stato assessore per poche settimane ai tempi della giunta Cialente, ricorda che già all’epoca aveva proposto lavori al sottopasso di Pile, interventi anche questi mai realizzati. La chiusura dei passaggi a livello rientrava nel progetto del dopo terremoto di trasformare il tratto di ferrovia Scoppito-L’Aquila-San Demetrio in una metropolitana leggera. Per questo sono stati realizzati numerosi sottopassi, a Sassa, Sant’Elia, Bazzano, e un certo numero di stazioni. La metropolitana leggera è stata anche inserita nel Pums, piano urbano per la mobilità sostenibile, ma al momento, in attesa del completamento delle opere necessarie, il traffico ferroviario è ancora quello, molto ridotto, di prima del sisma. I cittadini di Pile attendono risposte.(r.p.)
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