Passaggio a livello murato, è protesta

Residenti in rivolta: «Impossibile accedere ai terreni coltivati»
SAN GREGORIO. I lavori sono iniziati lunedì e ieri mattina gli abitanti di San Gregorio hanno scoperto che nei pressi del paese, al posto del passaggio a livello, è stata realizzata una recinzione in ferro fissata su un muro di cemento armato. Di fatto non è più possibile accedere alla via del Mulino che si chiama così perché portava (ormai bisogna parlare al passato) allo storico mulino ad acqua crollato a causa del terremoto (il proprietario e la moglie persero la vita sotto le macerie) e di recente ricostruito. Quella strada era utilizzata soprattutto da allevatori e agricoltori di San Gregorio per andare in una zona di decine e decine di ettari coltivata a foraggio, a grano e orzo e dove ci sono tantissimi orti. Da ieri mattina non è più possibile. Ora per andare in via del Mulino ci sono due alternative: la prima è arrivare a Onna, infilarsi nel sottopasso ferroviario e attraverso via Properzi arrivare all'imbocco “onnese” di via del Mulino. Si tratta di fare almeno 4-5 chilometri in più rispetto a prima, con tutti i rischi che comporta passare con i mezzi agricoli sulla statale 17.
L’altra possibilità è risalire verso San Demetrio, superare un passaggio a livello che non è stato ancora chiuso e fare poi un lungo giro Non è escluso che fra qualche tempo anche quel passaggio a livello sarà “murato” e quindi l’unica possibilità sarà quella di passare per Onna. Giovedì sera a San Gregorio c’è stata un’infuocata riunione alla quale hanno partecipato molte persone del paese sconcertate per quello che stava succedendo. Ora si stanno studiando iniziative di protesta, ma la sensazione è che ormai ci sia poco da fare per tornare indietro. Le Ferrovie non hanno realizzato nemmeno un passaggio pedonale (molti andavano in bicicletta o a camminare lungo via del Mulino) per cui non si passa neppure a piedi. A farsi portavoce dello sconcerto e della rabbia degli abitanti di San Gregorio è Massimiliano Pieri. «Quello della chiusura dei passaggi a livello», dice Pieri, «è un progetto di cui si discute sin dal 2010. Il Comune dell’Aquila all’epoca ha accettato supinamente la volontà delle Ferrovie senza valutare pro e contro. Va detto che anche l’attuale amministrazione, che pure aveva fatto delle promesse, si è completamente disinteressata al problema e oggi ci ritroviamo con un muro che porterà solo enormi disagi».

