Passalacqua: perché cerchiamo in punti precisi sulla montagna

MASSA D’ALBE. «Sono tornato a Valle della Genzana (dove è stato captato qualche segnale dal sonar Recco, ndc) uscendo anche dal percorso canonico per controllare le valanghe cadute anche in quella...
MASSA D’ALBE. «Sono tornato a Valle della Genzana (dove è stato captato qualche segnale dal sonar Recco, ndc) uscendo anche dal percorso canonico per controllare le valanghe cadute anche in quella zona ed eventuali elementi emersi dalla neve», spiega il luogotenente della Finanza, Paolo Passalacqua (foto), «si tratta di un sentiero molto impegnativo e per alcuni versi difficoltoso che rende poco probabile l’ipotesi che i dispersi abbiano cambiato intenzione. Anche gli indizi che abbiamo raccolto suggeriscono che il loro itinerario fosse Valle Majelama. In particolare», prosegue il comandante della stazione Sagf dell’Aquila, «è nel sito delle prime ricerche che c’è stato l’ultimo aggancio telefonico (il primo segnale Gps è stato captato lunedì 25 gennaio dalla tecnologia Imsi Catcher in dotazione all’elicottero della Finanza per l’intercettazione di Sim telefoniche come per la caccia ai latitanti, ndc). A tal proposito, ho voluto fare delle prove con il mio cellulare riscontrando che in un punto della vallata c’è copertura e a seconda del modello di telefonino si riesce a inviare un messaggio o a far partire una chiamata. La certezza matematica di dove possano essere esattamente i dispersi non l’abbiamo», aggiunge il finanziere, «ma attraverso l’aggancio della cella si può ipotizzare che fossero arrivati fino alla Sella del Bicchero. È lì che c’è un po’ di copertura telefonica ed è da qual punto che si è staccata la slavina che presumiamo li abbia travolti. Purtroppo si tratta di una ricerca molto complessa nella quale sono stati impiegati cani da valanga, sonde e tecnologie, senza l’esito sperato. Noi ovviamente continueremo a cercare». (f.d.m.)

