Passerotti: «Timori per LFoundry»

Il commissario comunale al vertice romano: «Idee ci sono, adesso fatti concreti»
AVEZZANO. «Le idee ci sono, ora servono progetti seri e concreti». Questo il monito che il commissario prefettizio del Comune di Avezzano, Mauro Passerotti, ha lanciato ai vertici di LFoundry al termine dell’incontro al ministero per lo Sviluppo economico. Nell’ultimo anno l’azienda più grande del territorio ha vissuto una vera e propria rivoluzione, tra contratti di solidarietà (attivati a fine 2018), cambio del software interno di gestione e vendita alla start-up cinese Wuxi. Tutti questi passaggi però non sono stati seguiti, a detta dei sindacati, da un’attenta e minuziosa comunicazione ai lavoratori creando tensione e preoccupazione nel sito. «Ho preso parte all’incontro al ministero in quanto da mesi, grazie a un contatto con i sindacati, mi stavo occupando della vicenda», commenta Passerotti, «dal momento che riguarda molti lavoratori e un importante indotto per la città di Avezzano sono andato a esprimere la mia preoccupazione e quella della città. Preoccupazione che di fatto scaturisce dalla situazione precaria dell’impresa». Dalla cessione del 100% di LFoundry alla società orientale, l’unica novità emersa è quella che nel sito di Avezzano non si produrrà più esclusivamente per un mono cliente, ma si progetteranno, realizzeranno e venderanno diversi prodotti per più clienti (si trasformerà in una Sparc). «Il tavolo attivato nella struttura di crisi del ministero per lo Sviluppo economico sicuramente darà i suoi frutti», continua Passerotti, «la riunione è stata aggiornata a dicembre e ci auguriamo che la proprietà porti un progetto concreto». Polemiche dal consigliere regionale, Giorgio Fedele (5 Stelle), per l’assenza dei rappresentanti della Regione al Mise. «Su quel tavolo c’era il futuro di 1.500 dipendenti e 1.500 famiglie», ha spiegato Fedele, «ma la Regione non si è neanche presentata. Sia il presidente Marco Marsilio, sia l’assessore Mauro Febbo, con delega alle Attività produttive, probabilmente hanno avuto di meglio da fare».
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