Passo Possibile e Pd: i problemi sono altri

Il presidente dell’Associazione Ciccarelli, Stefano Palumbo e Stefano Albano attaccano il sindaco
L’AQUILA. «Come Associazione civico-politica ci chiediamo: è eticamente corretto che il sindaco, che dovrebbe svolgere le sue funzioni come garante di tutti i cittadini, senza differenze ideologiche e di appartenenza politica, intervenga invece con gravi ingerenze, criticando l’indipendenza artistica e culturale di una manifestazione di rilevanza nazionale, evocando persino un “bilanciamento politico del programma”?». È l’intervento di Fabrizio Ciccarelli, presidente dell’Associazione cittadina Il Passo Possibile, che conta attualmente in consiglio comunale uno dei gruppi più numerosi, alla cui guida c’è il consigliere regionale Americo Di Benedetto.
«L’Aquila meriterebbe di essere portata alla ribalta nazionale per ben altro e invece ci ritroviamo ancora una volta sulle pagine dei giornali per atteggiamenti e interferenze politiche che nulla hanno a che vedere con ciò che il massimo rappresentante cittadino dovrebbe garantire, e cioè quel rilancio della città che passa anche e soprattutto per iniziative culturali come il Festival degli Incontri, occasioni che andrebbero difese e incrementate, più che vessate e condizionate. In una città con diverse criticità (mancanza di lavoro, disgregazione sociale), ci si dovrebbe concentrare con forza ed educazione istituzionale nel dare risposte concrete ai cittadini».
«Sono due anni che Biondi è il direttore artistico indiscusso del “Festival degli Scontri” nella città dell’Aquila». È’ il commento ironico, ma amaro, del capogruppo del Pd in consiglio comunale, Stefano Palumbo, e del consigliere, e segretario cittadino del partito, Stefano Albano. «Non importa chi sia oggi l’indesiderato di turno del sindaco, la lista sarebbe lunga e del tutto arbitraria, importa invece sapere perché succede sempre che chi è sgradito al primo cittadino sia de facto interdetto alla città che amministra. L’abbiamo visto con il Festival della Partecipazione, con quello della Montagna e adesso anche con quello degli Incontri. A poco serve oggi parlare di cultura con chi possiede solo quella dell’epurazione. Il sindaco Biondi pretende una sua supervisione su un festival culturale finanziato con soldi pubblici dal ministero all’interno delle celebrazioni del decennale. Inutile ricordargli che il Comune, come anche il ministero, diano un indirizzo generico, di contorno, all’evento, senza mai avventurarsi nello specifico delle scelte artistiche». (v.p.)
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