Pasti mai dati ai poveri, condannati

24 Giugno 2016

Ex vicesindaco e dirigente devono rimborsare il Comune: cibo ai banchetti pubblici

SULMONA. Il Comune aveva rinunciato ai 2.500 pasti che la Coselp aveva messo a disposizione per le famiglie meno abbienti. Ora l’ex vicesindaco ed ex assessore Enea Di Ianni, dirigente scolastico in pensione, e l’ex dirigente amministrativo Benvenuto Natale, sono stati condannati a risarcire l’ente per un danno erariale da 10mila euro.

Lo ha deciso la sezione giurisdizionale dell’Abruzzo della Corte dei conti (presidente Federico Pepe, relatore Elena Tomassini, consigliere Gerardo de Marco), che ha condannato Di Ianni a sborsare 9mila euro e Natale a versarne mille.

La sezione ha accolto totalmente la tesi sostenuta dal procuratore Roberto Leoni, che aveva quantificato il danno in diecimila euro, vale a dire 4 euro per ogni pasto al quale il Comune aveva rinunciato.

La vicenda nasce dall’appalto stipulato dal Comune con la Coselp per il servizio di refezione scolastica.

Nel capitolato, la società si era impegnata a fornire in aggiunta ai fabbisogni delle scuole, anche 300 pasti gratuiti a settimana, direttamente a vantaggio di persone o famiglie in stato di necessità, secondo modalità da concordare con l’ufficio di assistenza e sicurezza sociale.

Queste modalità, tuttavia, non erano mai state concordate e alla fine il Comune aveva stipulato una transazione stragiudiziale con la società, attraverso la quale aveva rinunciato alla fornitura di 2.500 pasti gratuiti.

La sezione ha prima respinto l’istanza di inammissibilità avanzata da Di Ianni, poi ha respinto anche la tesi sostenuta da Di Natale, secondo il quale non vi sarebbe stato danno erariale trattandosi di prestazioni aggiuntive.

«Va poi sottolineato», è scritto nella sentenza della Corte dei conti, «che anche a seguito della transazione i pasti da recuperare non furono affatto devoluti ai bisognosi, ma addirittura a banchetti pubblici, quale quello con la Protezione civile». (a.b.)

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