Pasticcio abilitazioni all’Ateneo: corsi per gli studenti penalizzati

5 Aprile 2024

Il problema è dovuto al mancato adeguamento dei piani di studio ai requisti introdotti da un decreto L’università aquilana corre ai ripari, ma per i laureati spuntano dubbi in relazione ai concorsi per i nidi

L’AQUILA. L’Ateneo del capoluogo corre ai ripari dopo il pasticcio abilitazioni. E decide per l’attivazione di corsi gratuiti a beneficio di tutti quegli studenti rimasti penalizzati dal mancato adeguamento dei rispettivi piani di studio ai requisiti abilitanti introdotti da un decreto ministeriale del 2018, cui a quanto pare l’università aquilana starebbe solo ora conformandosi. Nella mattinata di ieri era intanto circolato un reel sui social in cui la rappresentante del Consiglio di area didattica di Scienze dell’educazione ci aveva messo a sua volta la faccia definendo «superficiali» le dichiarazioni di chi per primo aveva denunciato il caso, salvo poi confermarle tutte, con qualche precisazione.
«Accertato che i regolamenti didattici citati non sono conformi ai requisiti richiesti dalla normativa vigente, coloro che si sono laureati negli anni accademici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 in Scienze della formazione e del servizio sociale (interclasse L-19&L-39) e Scienze dell’educazione e della formazione (classe L-19) potranno iscriversi gratuitamente fino al 30 aprile 2025 ai corsi singoli finalizzati all’acquisizione delle conoscenze e delle competenze previste dalla legge ai fini dell’accesso alla professione di educatore dei servizi formativi per l’infanzia che verranno individuati dalle competenti strutture didattiche del Dipartimento di Scienze umane. Coloro che, iscritti all’anno accademico 2022/2023 e all’anno accademico 2023/2024 al corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione (classe L-19), si laureano entro il prossimo 15 luglio 2024, potranno iscriversi gratuitamente fino al 30 aprile 2025 ai corsi singoli finalizzati all’acquisizione delle conoscenze e delle competenze previste dalla normativa ai fini dell’accesso alla professione di Educatore dei servizi formativi per l’infanzia che verranno individuati dalle strutture didattiche del Dipartimento di Scienze umane». Fin qui il decreto del rettore. Il reel in mattinata era toccato invece ad Agnese Nevischio, «unica rappresentante attiva del Consiglio di area didattica di Scienze dell’educazione», che tra un «la segreteria studenti si è attivata immediatamente» e un «siamo riusciti a risolvere facilmente e in tempi brevi per gli studenti del primo e del secondo anno», ha poi ammesso che «per quelli del terzo in alcuni casi si sono inseriti degli esami aggiuntivi e per altri sono state effettuate semplicemente delle sostituzioni». Il tutto aggiungendo che «fortunatamente i docenti ci hanno dato la possibilità di integrare tali requisiti necessari con degli elaborati nella sessione straordinaria di maggio istituita solo per noi e per gli insegnamenti rilascianti i crediti formativi universitari necessari da decreto. Chi patisce tale problematica gravemente», spiega Nevischio, «sono i laureandi e le laureande di aprile e i laureati e le laureate. Ovviamente il titolo di studio è valido, ma chi è laureato in L-19 successivamente all’entrata in vigore della nuova normativa ha una problematica di disallineamento», che secondo la stessa rappresentante «potrebbe comportare problemi nei concorsi per nidi pubblici».
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