Pastore morto, trovato il telefono: analisi sui messaggi e le chiamate

16 Novembre 2023

Lo smartphone era lontano dal corpo e a diversi metri dal punto in cui è stata trovata la sacca del 62enne Gli inquirenti hanno ascoltato alcuni allevatori della zona, la Procura continua ad avanzare sospetti

BALSORANO. Ritrovato e sequestrato il cellulare di Giacomo Gismondi, il pastore 62enne di Ridotti, frazione di Balsorano, morto lo scorso 4 novembre scorso nei pascoli della Valle Roveto. Lo smartphone dell’allevatore era a terra, distante sia dal punto in cui è stato scoperto il corpo senza vita dell’uomo che da quello in cui è stata rinvenuta la sacca contenente gli effetti personali già sequestrati nei giorni scorsi. Il contenuto del cellulare di Gismondi sarà analizzato: chiamate, messaggi e contatti saranno passati al setaccio dagli inquirenti in cerca di indizi utili alle indagini. Intanto, gli investigatori stanno continuando ad ascoltare parenti e conoscenti della vittima, ma anche altri pastori della zona per cercare di ricostruire gli ultimi istanti di vita dell’uomo. Testimonianze utili a capire se l’uomo, negli ultimi tempi, aveva ricevuto minacce o era in lite con qualcuno. Inizialmente si era pensato che Gismondi potesse essere rimasto vittima di un malore o di una caduta accidentale a causa del terreno scosceso o umido. I risultati dell’autopsia, eseguita nei giorni scorsi all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, hanno però alimentato più di qualche dubbio facendo vacillare la ricostruzione del primo momento e facendo avanzare l’ipotesi anche di una morte violenta. Al momento gli inquirenti non hanno scartato alcuna pista. Gismondi sarebbe deceduto per via di un colpo alla testa che potrebbe essersi procurato sciovolando, ma anche al culmine di una lite con qualcuno che potrebbe averlo spinto fino a farlo cadere, facendogli sbattere la testa al suolo. Gli inquirenti, in questa fase delle indagini, non escludono nemmeno l’ipotesi che qualcuno potrebbe averlo tramortito colpendolo al capo con un oggetto contundente che non è stato ritrovato. Gli effetti personali e il cellulare rinvenuti in punti diversi rispetto al corpo potrebbero far supporre che dopo il colpo alla testa Gismondi possa essersi rialzato ed aver percorso alcuni metri, oppure che qualcuno possa aver spostato il corpo senza vita. Risultanze e ipotesi che hanno spinto la Procura di Avezzano a disporre nuovi accertamenti al fine di fugare ogni dubbio. Titolare del fascicolo d’inchiesta è il pubblico ministero Ugo Timpano che coordina le indagini dei carabinieri della compagnia di Tagliacozzo. A ritrovare il corpo senza vita di Giacomo Gismondi in una zona montuosa a ridosso della frazione di Ridotti era stato uno dei nipoti. Alle ricerche, dopo l’allarme dei familiari, avevano partecipato carabinieri e vigili del fuoco. Il pastore viveva da solo al primo piano della cascina di famiglia. Per la sua attività era conosciuto sia nella Valle Roveto che nella vicina Ciociaria.
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