Patate del Fucino: concorrenza battuta grazie alla qualità

Le importazioni dall’Egitto lasciano tranquilli gli agricoltori Il consorzio Igp: «Chi acquista da noi non va a cercare altro»
AVEZZANO. Le patate del Fucino non temono la concorrenza di quelle egiziane che stanno invadendo il mercato italiano. L’allarme è stato lanciato da Campagna amica di Coldiretti e riguarda tutta l’Italia dove, solo negli ultimi mesi, le importazioni di tuberi sono cresciute del 18%. Lo scorso anno riuscirono a varcare le frontiere nazionali 791 milioni di chili di patate straniere poi immesse sul mercato.
LE IMPORTAZIONI
Prima c’erano le patate francesi, poi le tedesche. Ora sono arrivate quelle egiziane a fare concorrenza alla patata del Fucino, una delle più vendute in Italia, che però per la sua qualità e per le sue proprietà organolettiche non teme la concorrenza. Coldiretti ha eseguito un'analisi su dati Istat in occasione della prima giornata internazionale mercato Campagna Amica con la Fao. Dall’esame è emerso che nell’alimentazione globale la patata ha un ruolo strategico e la sua produzione si aggira intorno ai 3,75 miliardi di quintali. Di questi, solo nel 2023, 791 milioni sono arrivati da mercati stranieri sulle tavole degli italiani. Il 39% in più rispetto al passato. E questo dato è destinato a crescere perché dall’inizio dell’anno c'è stato già un incremento del 18% con l'arrivo delle patate egiziane. Ci sono poi 288 milioni di chili che arrivano congelate e 74 milioni di chili cotte e congelate, oltre a 10 milioni di chili di patatine già pronte. Proprio quest’ultime vengono spesso “spacciate” per patate italiane perché l’ultimo passaggio, cioè quello della lavorazione, avviene in Italia e della provenienza del tubero sul pacchetto che si acquista non si ha traccia. Nel 2023 in Italia sono stati prodotti 13 milioni di quintali di patate, di cui quasi 10 milioni di patate comuni su 32.000 ettari, più 3 milioni di quintali di patate novelle su poco più di 13.000 ettari, con 19mila aziende agricole produttrici.
IL FUCINO
L’Abruzzo è tra i primi posti della classifica per la produzione di patate. Nel 2023, secondo i dati Istat, sono arrivate sulle tavole 1,8 milioni di quintali di patate, quasi esclusivamente prodotte nel Fucino. Di queste 300mila quintali marchiate patate Igp del Fucino, «Doc» riconosciuta dall’Ue. Un dato destinato a crescere e che, a detta degli esperti del settore, non teme la concorrenza straniera in particolare l’ultima egiziana. «La nostra patata viene raccolta ad agosto e la conserviamo fino a maggio», ha spiegato Mario Nucci, direttore del consorzio per la tutela della patata Igp del Fucino, «quest'anno sono finite prima anche a causa delle condizioni climatiche. Il prodotto fucense è molto richiesto, è chiaro che la collocazione sul mercato è facile perché tutti ne conoscono le proprietà. L’Italia ha sempre importato le patate da diversi Paesi e negli ultimi anni il dato è aumentato. Ma la patata Igp del Fucino è unica, non teme la concorrenza. Il consumatore che vuole questo tipo di patate non ne va a cercare altre». Nel 2023 è iniziata anche la produzione della patata del Fucino con una elevata percentuale di fosforo, alla luce del brevetto al quale si è arrivati proprio da un’idea di Nucci.
NESSUN PROBLEMA
Anche secondo il direttore di Coldiretti Domenico Roselli, la patata del Fucino non ha nulla da temere. «Le produzioni di quest’anno», ha detto, «si prospettano eccellenti, anche con dei buoni prezzi, non abbiamo timori per la patata del Fucino. C’è da temere invece per i prodotti fatti passare per italiani grazie al codice doganale sull’origine dei cibi. Questa norma consente ad altre produzioni di far diventare italiano un prodotto anche se non lo è».
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