Patrimonio edilizio da recuperare L’Ance: più sinergia tra i comuni

Nella Marsica, per effetto dello spopolamento, sono 48.322 le case vuote o aperte per brevi periodi Palermini: il turismo non è tutto, il territorio presti attenzione alla potenzialità offerte dal lavoro agile
AVEZZANO. Tessere alleanze tra comuni, puntare ai fondi del Pnrr e creare delle politiche urbane specifiche. Sono questi secondo l’Ance dell’Aquila alcuni degli obiettivi che l’intero territorio marsicano dovrebbe porsi per gestire le 48.322 abitazioni chiuse o aperte solo per qualche settimana l’anno. Secondo i dati dell’Istat, infatti, ci sono interi comuni dove le case abitate sono il 20 per cento del totale, mentre le altre sono chiuse. L’effetto delle spopolamento, ma anche del mancato riutilizzo dei vecchi stabili, ha portato interi rioni dei comuni marsicani a spegnersi con conseguente degrado e abbandono.
«L’edilizia c’entra molto con l’azione di rivitalizzazione delle nostre zone montane, prime vittime dello spopolamento che ha desertificato soprattutto i paesi dell’Appennino, perché meno vocati al turismo rispetto alle Alpi», ha spiegato Roberta Palermini, vicepresidente Ance L’Aquila, «ma il turismo non è tutto, sebbene anche la Marsica avrebbe carte da giocare in fatto di richiamo di flussi di viaggiatori naturalistici. Si va oggi affermando il nuovo concetto di smart working, rivalutato con la recente pandemia che ha dato una nuova speranza alla residenzialità rurale, per molti una vera fuga dal caos delle metropoli. Una chance che può essere colta solo con la creazione di autostrade digitali su vaste aree delle zone interne».
Secondo Palermini sono diversi i paesi che riescono a trovare una seconda vita grazie a iniziative come festival culturali, musicali e incentivi all’agricoltura biologica. Ovviamente un grande ruolo lo giocano le politiche urbane e territoriali con la necessaria attenzione al paesaggio e al patrimonio abitativo esistente. «Occorrono modelli di sviluppo territoriale seguiti da coerenti azioni delle amministrazioni locali che dovrebbero essere in grado di determinare punti di forza e punti di debolezza dei territori», ha continuato la vicepresidente Ance, «in quest’ottica il patrimonio abitativo non occupato, attraverso una attenta riqualificazione, può costituire una risorsa per favorire le nuove politiche del lavoro stabile. Diverso il discorso per Avezzano che invece deve salire di ruolo diventando l’hub infrastrutturale dell’Abruzzo montano grazie all’interporto, alla ferrovia Roma-Pescara e al bivio tra le due autostrade, a cui si può aggiungere un aeroporto regionale specializzato». Per Palermini i piccoli comuni devono «tessere alleanze con il comprensorio anche attraverso una riorganizzazione degli assetti territoriali, affinché alcune dotazioni siano a scala intercomunale. I nuovi stimoli che vengono dal Pnrr sono un’occasione da non perdere per rafforzare le flebili economie locali delle aree marginali non limitandosi all’utilizzo di risorse uniche e straordinarie per azioni ordinarie e banali come l’asfaltatura delle strade».
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