Patto delle donne, Valle Peligna dimenticata

1 Febbraio 2019

PinkPratola, Isa e Comitato di Raiano: «Le nostre associazioni escluse dall’iniziativa pescarese»

SULMONA. Centomila euro raccolti per il laboratorio di senologia di Raiano, medicinali acquistati per cure quinquennali a 88 donne venezuelane colpite da tumore al seno e prevenzione continua e quotidiana contro la malattia. Eppure le tre associazioni che hanno promosso queste iniziative non sono state coinvolte nel “Patto delle donne”, siglato a Pescara nei giorni scorsi, in occasione di un incontro coi quattro candidati presidenti alle elezioni regionali. E le rappresentanti dei tre sodalizi, Anna Rachele D’Andrea, presidente PinkPratola, Patrizia Cicconetti, vice presidente associazione Isa, Anna Maria Zitella, presidente Comitato spontaneo Donne di Raiano, chiedono conto alla presidente della commissione regionale Pari opportunità di come ciò sia potuto accadere. «Gemma Andreini ha dimenticato di invitare l’associazione Isa di Pescara che opera a sostegno delle donne colpite da tumore del seno ormai da più di 5 anni, facendosi promotrice tutti i giorni di progetti ogni volta diversi e stimolanti, con l’apporto del professor Cianchetti», denunciano le tre, «ha dimenticato di invitare il Comitato spontaneo Donne di Raiano, che opera nel settore sin dal 2010 e che ha raccolto quasi 100.000 euro a favore della Senologia dell’Aquila del dottor Bafile; ha dimenticato di invitare l’associazione PinkPratola, di giovane costituzione ma con tante realizzazioni all’attivo, prima fra tutte la cura quinquennale di tamoxifene a favore di ben 88 donne venezuelane». Da qui le proposte delle rappresentanti delle associazioni, che vanno dall’azzeramento delle liste di attesa per le donne che si sottopongono a prima visita, all’abbassamento dell’età minima per gli screening e gli esami sui tumori al seno. «Rappresentiamo tre esempi di associazioni veramente radicate sul territorio, a carattere veramente regionale conquistato sul campo giorno dopo giorno, tessera dopo tessera, vita dopo vita», aggiungono D’Andrea, Cicconetti e Zitella, «tre associazioni che avrebbero chiesto di annullare le liste di attesa in favore delle donne bisognose di una prima visita, di abbassare l’età minima prevista per lo screening, visto il numero sempre più alto di casi di tumore del seno in donne giovanissime, e di verbalizzare il tutto al fine di giungere ad una sottoscrizione degli accordi più seria e programmatica. Lo faremo comunque, attraverso il lavoro di squadra che da sempre ci contraddistingue e non dimenticando mai di sostenere le esigenze di una parte dell’Abruzzo purtroppo troppo spesso dimenticato. Anche dalla Commissione regionale per le pari opportunità». Dei 650 nuovi casi all’anno di tumore alla mammella in Abruzzo, quasi la metà colpisce donne della Valle Peligna. I comuni più colpiti sono Sulmona, Pratola e Prezza. Dai controlli della Asl è emerso che nel 5% dei casi (35), sono necessari approfondimenti all’ospedale dell’Aquila. (f.p.)
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