Patto in aiuto di poveri e famiglie senza casa

16 Marzo 2020

Il Comune approva il progetto Caritas per dare un tetto agli “ultimi” e offrire “attività di sollievo”  

AVEZZANO. Porte aperte a Palazzo di città al progetto di assistenza, targato Caritas, a sostegno di poveri, senza tetto e famiglie senza casa. Il settore servizi sociali, in linea con le disposizioni del commissario prefettizio, Mauro Passerotti, ha approvato la proposta della Caritas diocesana mirata a dare qualche risposta in termini di assistenza sociale agli “ultimi” che consentirà a 10 senza fissa dimora (8 uomini e 2 donne) e due nuclei di famiglie senza casa (per 4 mesi cadauno) di avere un tetto sulla testa durante i mesi invernali.
Per aiutare l’azione della Caritas, il Comune ha impegnato 19mila e 200 euro assegnati dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali nell’ambito del piano di contrasto alla povertà. L’organismo pastorale della Chiesa col compito di animare le comunità ecclesiali al senso di carità verso le persone e le comunità in situazione di difficoltà per tradurlo in interventi, invece, coprirà il resto della spesa per il progetto: 9 mila e 200 euro. Il piano d’intervento globale, oltre all’accoglienza abitativa, prevede le “attività di sollievo”, come ad esempio il servizio docce, i servizi di cura della persona (barberia e parrucchiere), le visite settimanali degli operatori, i medici e gli infermieri volontari della Caritas, nonché la fornitura del vestiario e la distribuzione di pasti (colazione, pranzo e cena) alla mensa di San Lorenzo, oppure attraverso l’emporio solidale. La rete di assistenza della Caritas prevede anche uscite serali settimanali dei volontari per la distribuzione del kit caldo ai poveri, i senza tetto e i disperati che, per vergogna o per altro, non accedono alla mensa. Il ventaglio di iniziative solidali, frutto della collaborazione tra la Caritas e il Comune, che da qualche anno operano in stretta sinergia per accedere ai bandi sovra-comunali con progetti rivolti alle persone in condizioni di estrema povertà e alle loro famiglie, quindi, si amplia.
«L’obiettivo del progetto», sottolinea la dirigente Maria Laura Ottavi, «è quello di sostenere il recupero e la promozione di soggetti in estrema marginalità, che richiedono una presa in carico globale da realizzare attraverso attività, di sollievo, accoglienza della persona, presa in carico e cura della salute con un progetto di inclusione sociale».
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