Patto territoriale, si attendono i fondi

Il Consorzio ha la finalità di finanziare le imprese del territorio, ma mancano i soldi dei soci per una gestione ottimale

AVEZZANO. Enti nella Marsica. Quanti sono? Qual è la loro utilità? Quanto costano alle casse dello Stato? È possibile tagliarne qualcuno per contenere la spesa pubblica? Per dare una risposta a questi interrogativi, abbiamo condotto un'indagine sugli enti più significativi presenti sul territorio. Il viaggio inizia con il Patto territoriale. L'idea di costituire un Consorzio per promuovere lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse della Marsica, fu nel 1996 di Giovanni D'Amico, allora sindaco di Morino. Due anni dopo quell'idea si è concretizzata.

SOCI. Soci del Consorzio, inizialmente, furono le tre Comunità montane, il Gal Marsica e il Comune di Avezzano. Successivamente entrò a farne parte anche la Provincia. Fu nominato un consiglio di amministrazione con Augusto Di Bastiano in rappresentanza del Comune di Avezzano, che ne divenne anche presidente. Compito del Consorzio era quello di selezionare i progetti, con i quali le imprese intendevano partecipare al bando nazionale per il finanziamento e l'ammissione ai contributi.

FINANZIAMENTI. Nel 2000, il ministero del Tesoro ha emanato il decreto con il quale ha stanziato per il Patto 34 milioni e 547mila euro. Le aziende ammesse furono 21. La funzione del Consorzio consisteva nel gestire i soldi assegnati alle imprese e nel verificare l'attuazione dei progetti ammessi al finanziamento.

INFRASTRUTTURE. II Consorzio disponeva anche di fondi, circa 10 milioni di euro, per la realizzazione di infrastrutture: depuratore del Nucleo di Avezzano e dei Comuni di Celano e di Carsoli, Centro fieristico di Avezzano e di Carsoli, viabilità di Alba Fucens. Nel 2002 ad Augusto Di Bastiano, è subentrato Lorenzo Berardinetti, attuale sindaco di Sante Marie, consigliere provinciale e presidente del Gal Terre aquilane. Incarico che ha mantenuto fino al mese scorso, quando ha lasciato il posto a Loreto Ruscio.

RIMODULAZIONE. Nel 2005, il Consorzio ha rimodulato le risorse provenienti da progetti non ammessi al finanziamento del "Progetto base", per un totale di quasi un milione e 600mila euro. A beneficiarne 11 aziende. Mentre il "Progetto base" è giunto ormai al termine, la rimodulazione è ancora in essere. Tutte le aziende hanno beneficiato del 90% del contributo.

INIZIATIVE. A partire dal 2008, il Consorzio, in convenzione con Energia e Territorio, Gal Terre aquilane e Università dell'Aquila, si è fatto promotore di iniziative per lo sviluppo sostenibile del mondo rurale, favorito dall'attivazione del Centro fieristico, e la promozione del turismo, delle fonti rinnovabili e dell'occupazione femminile. Nello stesso tempo, però, non versando più i soci e le aziende, a causa della crisi, le quote loro spettanti, il Consorzio si è ritrovato con le casse vuote.

BILANCIO. Il bilancio per il 2013 prevede spese per oltre 117mila euro. Le entrate, sulla carta, superano i 170mila euro. Si tratta di quote non pagate dai soci e di crediti da parte delle aziende. Soldi che difficilmente il Consorzio vedrà. La speranza è che il governo sblocchi, prima possibile, i fondi per una nuova rimodulazione, circa 5 milioni, e che i soci onorino gli impegni. Così, oltre a sostenere le imprese, si potrebbero affrontare le spese di gestione e liquidare i compensi, anche arretrati, agli ex amministratori.

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