Paura delle botte, bimbi nell’armadio

12 Ottobre 2018

I tre ragazzini sono sbucati fuori solo dopo l’arresto del padre accusato di aver picchiato la moglie, poi scappata di casa

LUCO DEI MARSI. Scatta la lite in famiglia, i figli terrorizzati cercano rifugio nell’armadio: il padre, invece, alla fine della furibonda litigata, che sarebbe sfociata in aggressione fisica alla moglie, è stato rinchiuso nel carcere “San Nicola” di Avezzano con l’accusa di maltrattamenti.
Il marocchino 35enne, che ha anche la cittadinanza italiana, è stato arrestato dai carabinieri di Luco dei Marsi, coordinati dal comandante della Compagnia di Avezzano, il capitano Pietro Fiano, messi in allarme dai familiari della moglie, una 36enne di Luco, dove la donna si era rifugiata per sfuggire al marito.
Giunta immediatamente sul posto, la pattuglia dei carabinieri, che ha trovato l’uomo sulle scale di casa ancora visibilmente agitato, ha operato a lungo per riuscire a calmarlo. Superata la fase critica i militari si sono introdotti in casa per verificare la situazione all’interno e provare a ricostruire quella che sembra l’ennesimo caso di violenza domestica. E qui è sbucata la sorpresa: da un armadio sono sbucati fuori tre ragazzini terrorizzati che, evidentemente per mettersi al riparo dalla violenta lite in famiglia, con protagonisti i genitori, avevano cercato riparo all’interno. La madre, invece, per sfuggire al marito violento, è scappata fuori di casa e, ancora tremante per la paura, ha chiesto aiuto ai familiari che abitano lì vicino.
Vista la situazione ad alto rischio, hanno chiesto aiuto ai carabinieri: qualche minuto dopo è entrata in azione la pattuglia dei militari che, dopo la lunga trattativa per riportare l’uomo alla calma, ha messo insieme i pezzi della violenza domestica e per il marocchino si sono aperte le porte del carcere di San Nicola di Avezzano.
La moglie 36enne luchese, che ha rifiutato di essere visitata, invece, è tornata in casa per abbracciare e rassicurare i tre figli per il momento al sicuro. L’uomo entro pochi giorni, comparirà in tribunale per la convalida.(m.s.)
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