Paziente deceduto dopo un’operazione

12 Gennaio 2024

Una struttura del sud Italia dovrà rimborsare moglie e figli. Il procedimento penale era stato archiviato

L’AQUILA. Quasi un milione di euro a titolo di risarcimento dei danni. Tanto dovrà pagare una struttura sanitaria del sud Italia ai familiari, i due figli e la moglie, di un paziente deceduto in seguito alle complicanze post-operatorie.
Lo ha stabilito la tredicesima sezione civile del tribunale ordinario di Roma.
Il paziente, un 75enne originario di un paese della Valle Roveto, è deceduto nel 2013 in seguito a un intervento chirurgico.
In particolare i familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Berardino Terra del Foro di Avezzano, hanno denunciato quanti ebbero in cura il loro congiunto, la scelta di effettuare l’intervento chirurgico vista l’età e il quadro di salute dell’uomo.
Lamentavano inoltre l’inadeguatezza dell’intervento che aveva procurato complicanze infettive che hanno poi portato l’uomo alla morte, dopo non poche soffereneze psichiche e psicologiche.
Il 75enne era stato operato in una struttura del sud Italia, dove in quel periodo risiedeva, ma era deceduto in un ospedale romano, da qui la competenza territoriale dell’organo giudicante, dove si era trasferito volontariamente in seguito all’aggravarsi del decorso post-operatorio.
Dopo aver esaminato la dettagliata relazione del consulente tecnico della Procura, il giudice Ornella Baiocco ha accolto la domanda di risarcimento avanzata dai figli e della moglie del marsicano condannando la struttura sanitaria a al pagamento di 291mila euro nei confronti dei due figli e 296mila euro nei confornti della moglie.
In virtù della rivalutazione, il risarcimento complessivo in favore dei tre eredi ammonta a quasi un milione di euro.
Prima del processo civile, per la medesima vicenda si era celebrato anche un processo penale per omicidio colposo a carico dei medici che ebbero in cura il marsicano. Procediemnto che, però, era stato archiviato. (f.d.m.)
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