Paziente risarcita dal ministero
Era rimasta contagiata a causa di una trasfusione, avrà 77mila euro
AVEZZANO. Il ministero della Salute è stato condannato a pagare 77mila euro a una donna che aveva contratto l’epatite con una trasfusione di sangue avvenuta all’ospedale di Avezzano. La donna aveva, infatti, riportato una patologia al fegato a seguito appunto della trasfusione di sangue infetto a cui era stata sottoposta una ventina di anni fa.
Dopo il processo al tribunale dell'Aquila, la sentenza di risarcimento era stata pronunciata in Appello. Il ministero della Salute aveva così presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza dei giudici della Corte d’Appello dell'Aquila.
Il 2 marzo dello scorso anno la Corte d’Appello aveva rigettato le richieste presentate dai legali del Ministero e accolto l’istanza della donna contro la sentenza di primo grado che risale al 12 dicembre 2014.
In conclusione, il Ministero era stato condannato a risarcire un danno quantificato in 77.537 euro. Il ricorso non è stato accolto perché, secondo la Cassazione, era stato consegnato oltre i termini previsti dalla legge. Infatti, nonostante le proroghe concesse per il coronavirus, l’istanza è stata consegnata oltre il termine dei sessanta giorni previsti.
La Corte di Cassazione ha infine condannato il ministero della Salute al pagamento, in favore della donna che aveva contratto la malattia a causa di quella trasfusione, delle spese processuali che sono state calcolate in 6.200 euro. (p.g.)
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