Pd, Albano coordina la segreteria regionale

5 Gennaio 2020

Lascia l’incarico locale per il nuovo ruolo. Di Benedetto alla Sinistra giovanile: «Io all’opposizione»

L’AQUILA. Il segretario cittadino del Pd Stefano Albano diventerà coordinatore della segreteria regionale del partito e per questo si è dimesso dal precedente incarico. Verrà convocata un’assemblea plenaria degli iscritti per eleggere il nuovo segretario e il relativo gruppo dirigente, ma «anche per aprire una nuova fase per il Pd». Intanto, il consigliere regionale e comunale Americo Di Benedetto risponde al Movimento della Sinistra Giovanile, che ha scritto al leader del Passo Possibile chiedendo che la coalizione progressista rimanga unita all’opposizione: «Siamo una forza di non governo della città», dice Di Benedetto.
ALBANO. Sul fronte Pd, Albano ha detto di aver accettato «il ruolo offertomi dal segretario regionale, Michele Fina, perché vedo in questo incarico la possibilità di intensificare un lavoro di opposizione, anche a livello regionale, tenuto conto che tante questioni che riguardano la città dipendono inevitabilmente dalla Regione. Penso alla questione dei fondi del 4%, ad esempio, un tema decisivo per il futuro della nostra terra, e di come questi saranno programmati nel futuro prossimo. Credo che l’incarico nella segreteria regionale, insieme al mio ruolo di consigliere comunale, possa essere un fattore di maggiore incisività nel fare opposizione a queste due giunte, quella Marsilio e quella Biondi, che purtroppo per il nostro territorio presentano caratteri simili: giunte entrambe litigiose per questioni di rapporti di forza e bracci di ferro politici, ma privi di una visione strategica».
DI BENEDETTO. «Il Passo Possibile», sottolinea Di Benedetto, «è fermamente forza di non governo della città. Lo è per risultati di un’azione politica condivisa al suo interno. Lo è perché non potrebbe essere diversamente. E questo è sotto gli occhi di tutti. Altra questione è l’aspetto legato al modo di esercitare questo essere. Cui nessuno ha il diritto di interferire sia per le note vicende accadute il giorno dopo la sconfitta, sia per le altrettanto note vicende che hanno portato alla chiusura dell’esperienza politica all’interno del Pd. Ci vuole il rispetto reciproco che è la vera tutela delle differenze. Conoscete la mia disponibilità nei vostri confronti, discreta, priva dell’esaltazione comunicativa dell’esserci che serve ad altri, non serve a voi e alla tutela delle vostre azioni. Non perdete mai l’entusiasmo. Non fatevi trasportare dalle logiche della verità assoluta e dai suoi cantori».