Pd: chiarezza sul nuovo municipio
Di Berardino e Verdecchia: ci sono accordi e convenzioni dal 2006
AVEZZANO. Ok all’azione di recesso per «acquisire il nuovo municipio al patrimonio comunale, ma», sottolineano i consiglieri comunali del Pd, Domenico Di Berardino e Roberto Verdecchia, «in un quadro ampio, dove devono trovare diritto di cittadinanza tutti gli accordi e le convenzioni siglate con il Consorzio a partire dal 2006. Circostanze che non possono essere sfuggite allo stimato dirigente, l’ingegner Francesco Di Stefano, che, per volontà della giunta – a 48 ore dal definitivo collocamento a riposo – ha comunicato il solo preavviso di recesso». A partire dalla convenzione del 31 maggio 2006 tra amministrazione, Irim, e altri soggetti. «Furono utilizzati 912mila euro concessi dal ministero», dicono i due consiglieri Pd, «che potrebbero essere richiesti dall’avente diritto stante la mancata funzionalità dell’opera».
Per i consiglieri Dem, quindi, l'immobile dovrà essere rivitalizzato e tornare in pieno possesso della comunità avezzanese, mettendo tutto in conto: cessione e suddivisione delle proprietà, nonché gli ulteriori impegni economici che le parti dovevano assumere. «Ora, volendo tentare l’immissione in possesso da parte della pubblica amministrazione dell’intera area soggetta a naturale degrado», aggiungono, «ci si domanda se effettivamente si vuole conseguire il “bene per la città”, visto che, a conti fatti, ai primi di febbraio del 2019 il Consiglio di Stato dovrà decidere sull’annullamento del contratto-convenzione posto in essere dall’amministrazione Di Pangrazio, mentre la Corte d’Appello sarà chiamata ad esprimersi sulla responsabilità penale nel giudizio di secondo grado nei confronti degli attuali appellanti e l’arbitrato richiesto e invocato da Irim potrà avere un tempo massimo di 12 mesi, con decorrenza da metà luglio 2018».
Insomma, per i consiglieri Dem, molte cose non quadrano, mentre va chiarito anche da dove arriveranno i soldi per il completamento del nuovo municipio. «Oltre a quelli ricavati della vendita della farmacia comunale, circa 1 milione152 mila euro», aggiungono Di Berardino e Verdecchia, «per mettere insieme i 4 milioni 800mila euro quantificati nelle varie consulenze delle Procure di Avezzano e della Corte dei conti e del tribunale, il Comune deve reperire altri 3 milioni 650mila euro. Quanto tempo si vuole attendere per vedersi rimborsati della provvisionale e per recuperare il milione di euro dalla società Gielle srl – in liquidazione – attualmente rappresentata dallo stesso professionista che ha assistito personalmente il sindaco al Consiglio di Stato per la vicenda dell’anatra zoppa? Per terminare il palazzo municipale tenteremo di farci rimborsare concretamente tale somma o la lasceremo nel dimenticatoio?».(m.s.)
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