Pd senza sede, la scissione è ufficiale

13 Luglio 2018

L’addio di Nardantonio, Iorio e Di Benedetto. Ieri infuocata riunione degli iscritti

L’AQUILA. «Con la presente rassegniamo le nostre dimissioni indistintamente da tutti gli organismi del Partito democratico a cui apparteniamo». Si conclude così la lettera congiunta inviata dai consiglieri comunali Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio e Americo Di Benedetto alle segreterie locali del Pd – regionale, provinciale e comunale – per comunicare il loro addio. La decisione di uscire dal partito, oltre che dal gruppo consiliare, per quanto attesa, non era affatto scontata. Erano stati gli stessi Nardantonio e Iorio, infatti, nella conferenza stampa tenuta una settimana fa per annunciare il proprio passaggio al “Passo possibile”, a dire che la loro scelta avrebbe riguardato, nell’immediato, solo l’appartenenza ai gruppi consiliari. Con la lettera, invece, datata 10 luglio, si è sancita ufficialmente anche la scissione. Nel frattempo, nel partito ribollono le polemiche e si cerca di metabolizzare la frattura, pesante soprattutto guardando al pacchetto di voti e preferenze che i tre portano via con sé. Ieri gli iscritti si sono riuniti in assemblea nella sala del Csv, a Campo di Pile, visto che il partito, in questo momento, è anche senza sede: quella di viale della Croce Rossa è stata abbandonata mentre quella storica di via Paganica, dove i lavori di ristrutturazione sono finiti già da un po’, non è ancora utilizzabile perché sprovvista di utenze. «Mi dispiace moltissimo per questa perdita», commenta un big come Giovanni Lolli. «Rispetto la scelta, so che non sono decisioni che si prendono a cuor leggero. Io penso che ci sia un problema di carattere generale e uno di carattere locale. A livello generale, penso che il Pd, per come lo avevamo conosciuto, concepito e sognato, va ripensato e riorganizzato completamente. A livello locale, invece, la mia idea è che dopo l’assurda sconfitta di un anno fa, si siano accumulate troppe tossine. Il Pd e il centrosinistra hanno bisogno di riprendere a svolgere iniziative nella società. Sono convinto che ci siano spazi enormi, perché il centrodestra sta accumulando lacune e problemi. Penso in particolare alla ricostruzione, specie quella delle frazioni, che è ferma, e al lavoro. Il Pd deve rioccupare questi spazi vuoti, e smetterla di dare vita ad agitazioni, rivendicazioni e lamentazioni campanilistiche». (r.ciu.)
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