Peculato, a giudizio funzionario municipale

Scanno, Cesidio Spacone a processo per aver sottratto oltre 100mila euro dalle casse dell’ente
SCANNO. L’accusa è pesante: avrebbe sottratto dei soldi, oltre 100mila euro, alle casse del Comune che lui controllava come economo, assegnandosi in aggiunta allo stipendio, delle indennità che non gli spettavano. Ora Cesidio Spacone, 61 anni di Scanno, che ha sempre dichiarato che anche altri erano a conoscenza di quegli ammanchi e di aver speso quei soldi per conto del Comune per il quale lavorava, dovrà spiegare la sua versione in un processo. Ieri infatti, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona ha rinviato a giudizio, con l’accusa di peculato continuato, l’ex responsabile dell’area finanziaria del Comune di Scanno. La prima udienza del processo, nel quale il Comune di Scanno (rappresentato dall’avvocato Piercarlo Cirilli) si è costituito parte civile, è stata fissata al 24 marzo 2020. I guai per l’economo di Scanno sono iniziati nel settembre del 2017 quando l’ex sindaco Pietro Spacone si recò dai carabinieri per denunciare un ammanco nelle casse comunali, circa 80mila euro, relativo al biennio tra il 2016 e il 2017. Il denaro proveniva dal pagamento di svariati tributi a carico dei cittadini. Inoltre, sempre secondo quanto sostenuto dalla pubblica accusa, il ragioniere, approfittando del proprio incarico, si sarebbe appropriato di 17.500 euro, assegnandosi in aggiunta al proprio stipendio una serie di indennità non spettanti. Nel corso dell’inchiesta Spacone fu anche arrestato e durante gli interrogatori rivelò che in Comune c’era chi sapeva tutto chiamando in correità altre persone. A settembre 2018 la Corte dei Conti lo ha condannato al pagamento, a favore del Comune di Scanno, della somma complessiva di 80.280 euro, oltre agli interessi legali. Ora l’ex funzionario, assistito dagli avvocati Benigno D’Orazio e Alessandro Margiotta, dovrà affrontare il processo per peculato.(c.l.)
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