Pedopornografia e whatsapp Perquisizioni in provincia

22 Giugno 2019

L’AQUILA. Tocca anche L’Aquila un’inchiesta partita da Catania e che coinvolge 51 persone, tra le quali 30 minorenni, indagate in diverse regioni italiane per detenzione e divulgazione di pornografia...

L’AQUILA. Tocca anche L’Aquila un’inchiesta partita da Catania e che coinvolge 51 persone, tra le quali 30 minorenni, indagate in diverse regioni italiane per detenzione e divulgazione di pornografia minorile on-line. Perquisizioni sono state effettuate in tutta Italia. Le indagini hanno preso avvio dopo la denuncia della madre di un adolescente che si era accorta della presenza nello smartphone del figlio di immagini erotiche di minori pubblicate su due gruppi Whatsapp, ai quali il figlio aveva aderito, chiamati “Tana della Luna” – da cui il nome dell’operazione – e «ScoobyDank», che inizialmente condividevano immagini e video di torture, suicidi e simili. Gli investigatori hanno acquisito il contenuto dello smartphone, che la donna ha consegnato spontaneamente, e quello dei gruppi Whatsapp, individuando così circa 300 persone che vi avevano aderito e riuscendo a identificare quelle che avevano divulgato o richiesto video e immagini di pornografia minorile, con vittime anche in età infantile. L’operazione – sottolineano gli investigatori – ha messo in luce la gravità di un fenomeno, quello della diffusione di materiale pedopornografico da parte di adolescenti, che cercano e si scambiano tra loro il materiale.