Per avere la pensione piena serve una dichiarazione

Artigiani, commercianti e partite Iva devono aderire entro il 31 maggio Sono coinvolte poco meno di cinquemila posizioni contributive in provincia
L’AQUILA. Artigiani, commercianti e titolari di partita Iva che, dopo il sisma del 2009, hanno versato gli oneri a fini pensionistici decurtati del 60 per cento dovranno presentare un’autocertificazione all’Inps per vedersi riconosciuto il totale della contribuzione. La domanda va inoltrata entro il 31 maggio tramite raccomandata, via mail o recapitata a mano.
SERVE LA DICHIARAZIONE. L’annuncio è stato dato ieri, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Fibbioni, dal sindaco Pierluigi Biondi, dal direttore regionale dell’Inps, Valeria Vittimberga, dal direttore vicario, Alessandro Romano e dal direttore provinciale, Vittoriana Saltarelli. Decisione che poggia le basi su un parere del ministero del Lavoro, che ha chiarito come «in presenza di requisiti specifici, possa essere accreditato l’intero periodo contributivo». Nessuna decurtazione contributiva sulla pensione, dunque, a patto che artigiani e commercianti presentino la dichiarazione di accesso al regime del “de minimis”. L’Inps ha fornito i dati dell’attuale situazione: su 4.953 istanze di dilazione in provincia, 4.754 riguardano il comune dell’Aquila. Quelle non corredate dalla dichiarazione “de minims”, che devono essere necessariamente integrate per accedere a una piena contribuzione pensionistica negli anni di riferimento, sono 3.157. «Ci sono numeri importanti di lavoratori autonomi», ha spiegato Biondi, «che ancora oggi non rendono la dichiarazione necessaria ad avere nella sua interezza la pensione».
«EMERGENZA SOCIALE». «Quella che vi rappresentiamo rischia di diventare un’emergenza sociale», ha sottolineato Vittimberga, «per il numero consistente di soggetti coinvolti e che, attraverso la presentazione della dichiarazione sul “de minimis” potrebbero sia avere un vantaggio in termini contributivi che evitare il recupero di somme considerevoli». Il direttore vicario, Romano, ha sottolineato come «a fronte di un pagamento ridotto dei contributi, vi sarà il riconoscimento dell’intero periodo a fini pensionistici. La produzione della documentazione verrà accettata dall’Inps solo fino al 31 maggio prossimo perché esistono situazioni che sono assolutamente in regola. Finché aspettiamo i lavoratori che devono produrre ancora la documentazione, penalizziamo chi ha avuto la piena regolarità dei versamenti».
I NUMERI. L’indicazione numerica è stata fornita dal direttore provinciale, Saltarelli: «Le province di Pescara e Teramo sono coinvolte in maniera totalmente residuale. Sulle 4.953 istanze di restituzione agevolata pervenute in provincia, 4.754 riguardano L’Aquila, 157 Avezzano e 42 Sulmona. Le istanze non corredate della dichiarazione “de minimis” sono 3.157 in provincia; solo circa 1.800 sono complete. Trattandosi di artigiani e commercianti, la maggior parte rientrerà nella soglia “de minimis”, con la conseguente possibilità di ottenere la piena contribuzione pensionistica». Un ultimo dato: secondo l’Inps sono 1.750 nell’intera provincia i soggetti non in regola con i pagamenti dilazionati.
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