Per due giorni riapre il Castello Visite straordinarie al Mammut

20 Ottobre 2021

Prove tecniche di rientro del Museo nazionale d’Abruzzo al Forte Spagnolo, anteprima al Bastione Est Il reperto identitario di nuovo fruibile dal pubblico il 30 e 31 ottobre. A gennaio primo lotto terminato

L’AQUILA. È forse il reperto più identitario di quelli del museo nazionale d’Abruzzo: il Mammuthus Meridionalis, per tutti gli aquilani più semplicemente il Mammut, sarà visitabile, con un’apertura straordinaria del Forte spagnolo, il 30 e 31 ottobre, dalle 10 alle 22. Un primo passo verso quello che potrebbe essere il ritorno del Munda al Castello, previsto per i prossimi mesi. Le opere del primo lotto di uno dei cantieri più impegnativi della ricostruzione, infatti, sono ormai in dirittura d’arrivo, come assicura il direttore dei lavori, l’architetto Antonio Di Stefano. «Entro fine anno, al massimo per gennaio, intendiamo concludere il primo lotto», dice. «Poi bisognerà trovare un compromesso per permettere la riapertura del museo, senza che vengano intralciate le lavorazioni successive». A fine mese il tavolo tecnico tra Soprintendenza e direzione del Munda per fare il punto sui tempi di riapertura di una prima sezione delle esposizioni. «Stiamo lavorando sul ritorno al Castello dal punto di vista delle collezioni, della catalogazione, della scelta delle opere», spiega la direttrice del museo, Maria Grazia Filetici. «Questo lavoro dovrà tuttavia essere oggetto di un vero e proprio progetto di allestimento, una volta che la Soprintendenza concluderà definitamente il primo lotto».
IL MAMMUT
Dal 1960 il Castello è la “casa” del Mammut, uno scheletro di Mammuthus Meridionalis, risalente a un milione e trecentomila anni fa e rinvenuto nel 1954 in una cava di argilla a Scoppito. Lo scheletro, che rappresenta uno tra gli esemplari più completi rinvenuti in Europa, è stato messo in salvo in seguito al terremoto ed esposto per un breve periodo nel 2015. In quell’occasione furono moltissimi gli aquilani, e non solo, che vollero riabbracciare il prezioso reperto. C’è dunque da aspettarsi grande entusiasmo anche per la prossima due giorni di apertura, che verrà presentata venerdì nell’attuale sede del Munda, alle 99 Cannelle, alla presenza di Nicola Macrì, segretario regionale dei beni culturali per l’Abruzzo; Maria Grazia Filetici, direttrice del museo; Cristina Collettini, soprintendente; del sindaco Pierluigi Biondi; di don Renzo D’Ascenzo; dell’assessore Fabrizia Aquilio, del coordinatore della struttura di missione Carlo Presenti e del generale Gianluigi D’Alfonso, comandante della Guardia di Finanza. Il restauro dello scheletro, infatti, è stato possibile grazie a una donazione di 602mila euro concessa dal corpo della Finanza con un’autotassazione dopo il sisma. «L’apertura di fine mese sarà l’ultima occasione per visitare il Mammut prima che venga “impacchettato” per i lavori nel bastione Est», spiega Di Stefano. Saranno esposti anche i numerosi studi scientifici fatti negli ultimi anni sullo scheletro.
I LAVORI
Tra le possenti mura del Forte spagnolo e le impalcature di metallo, intanto, vanno avanti incessantemente i lavori di consolidamento e restauro, che hanno preso il via nel 2012. Dopo la conclusione del primo lotto (costato circa 14 milioni) si proseguirà senza soluzione di continuità con le lavorazioni dei restanti due, il cui finanziamento è già stato approvato da parte del Cipess, per un totale di circa 26 milioni. Il rientro del Munda sarà graduale.