«Per gli scrutatori va fatto il sorteggio»
Scrutatori da “sorteggiare” per la tornata elettorale amministrativa e referendaria. L’ex vicesindaco Crescenzo Presutti sollecita il commissario prefettizio Mauro Passerotti a imboccare la strada...
Scrutatori da “sorteggiare” per la tornata elettorale amministrativa e referendaria. L’ex vicesindaco Crescenzo Presutti sollecita il commissario prefettizio Mauro Passerotti a imboccare la strada della “fortuna” per designare gli oltre 150 scrutatori chiamati a svolgere il servizio ai seggi per le elezioni di settembre.
«La strada maestra per le nomine degli scrutatori elettorali», afferma Crescenzo Presutti, «considerato che a differenza degli altri appuntamenti elettorali questa volta sarebbero soltanto tre ex consiglieri comunali decaduti a scegliere i 150 operatori, è quella del sorteggio tra gli iscritti all’albo comunale. Il tutto dando naturalmente la priorità agli studenti privi di reddito e ai disoccupati». La commissione comunale elettorale, infatti, è l’unica rimasta in sella dopo la caduta anticipata dell’amministrazione. «Il sorteggio», insiste l’ex vicesindaco, «è l’unico strumento utile a fornire le necessarie garanzie di imparzialità e di democrazia nella scelta degli scrutatori, mettendo anche un argine ai favoritismi. In numerosi Comuni italiani, come segno di trasparenza e di distanza da atteggiamenti clientelari, hanno scelto da tempo questo metodo legato alla buona sorte. Mi chiedo allora perché non farlo anche ad Avezzano» (m.s.)
«La strada maestra per le nomine degli scrutatori elettorali», afferma Crescenzo Presutti, «considerato che a differenza degli altri appuntamenti elettorali questa volta sarebbero soltanto tre ex consiglieri comunali decaduti a scegliere i 150 operatori, è quella del sorteggio tra gli iscritti all’albo comunale. Il tutto dando naturalmente la priorità agli studenti privi di reddito e ai disoccupati». La commissione comunale elettorale, infatti, è l’unica rimasta in sella dopo la caduta anticipata dell’amministrazione. «Il sorteggio», insiste l’ex vicesindaco, «è l’unico strumento utile a fornire le necessarie garanzie di imparzialità e di democrazia nella scelta degli scrutatori, mettendo anche un argine ai favoritismi. In numerosi Comuni italiani, come segno di trasparenza e di distanza da atteggiamenti clientelari, hanno scelto da tempo questo metodo legato alla buona sorte. Mi chiedo allora perché non farlo anche ad Avezzano» (m.s.)

