«Per il Forte Spagnolo sarà difficile rispettare la fine lavori nel 2022»

D’Amico (Segretariato beni culturali) svela: risolto problema ai pilastri Obiettivo 2021 per il Teatro comunale. Santa Giusta, una ferita aperta
L’AQUILA. Come un gigante ferito, sembra vegliare dall’alto la città che si ricostruisce, mentre con pazienza si lascia curare fino agli angoli più nascosti dai tecnici della Soprintendenza e del Segretariato ai beni culturali. Il Forte Spagnolo da ormai quasi undici anni continua a nascondere dentro di sé segni profondissimi, assolutamente invisibili per chi lo guarda dall’esterno. Il terremoto del 2009, infatti, ha messo a dura prova la struttura cinquecentesca in cui i lavori, divisi in più lotti, sono partiti da tempo, ma riservano di giorno in giorno nuove sorprese. È un altro degli anelli mancanti della ricostruzione, uno di quelli più importanti, insieme al teatro che la città aspetta di rivedere con ansia e alla chiesa di Santa Giusta, uno dei punti di riferimento del centro storico che il terremoto ha provato a cancellare.
IL CASTELLO. Il Forte Spagnolo ha avuto in totale un finanziamento di 14 milioni (delibera Cipe 135/2012). Attualmente risultano in fase di completamento l’ala Sud e Sud-Est. Appena un anno fa, è stata chiesta una variante urgente a causa del cattivo stato in cui versavano i pilastri del cortile interno, dove si trovavano gli uffici della Soprintendenza e del ministero beni culturali. «Abbiamo riscontrato una criticità statica sui pilastri, che ci ha portato a fare una variante in corso d’opera per cercare di risolvere il problema», spiega il segretario regionale ai beni culturali, Stefano D’Amico. «Contestualmente sono state portate a termine anche verifiche strutturali. Il Castello, però, difficilmente potrà essere riaperto nell’immediato. Si tratta di un monumento che dovrà aspettare ancora alcuni anni per essere utilizzato come prima. In ogni caso, i lavori sono partiti col piede giusto». Il problema dei pilastri, infatti, rischiava di far perdere completamente la facciata verso il cortile interno. «C’è un disassamento particolarmente critico che avrebbe potuto causare diversi danni», continua il segretario. «Confidiamo di aver risolto questo problema statico attraverso interventi che sono stati messi in opera. Non sarebbe stato possibile andare avanti con i lavori senza tener conto dei rischi che avrebbe comportato questa criticità. Va dato atto al direttore dei lavori, l’architetto Antonio Di Stefano, della Soprintendenza per L’Aquila e il cratere, di essere stato molto attento e previdente. Certo questo intervento ha comportato una modifica dei programmi». Non è infatti possibile stabilire a oggi il termine dei lavori, né dire con certezza se potrà essere rispettato il cronoprogramma che stabiliva il rientro degli uffici del ministero per i Beni culturali nel Forte entro il 2022.
SANTA GIUSTA. Nella chiesa il tempo è fermo in pratica al 6 aprile 2009. Subito, infatti, furono eseguiti interventi di messa in sicurezza con un finanziamento di due milioni di euro stanziato dal Cipe (delibera 77/2015). «Lavori serviti a risarcire problematiche locali di alcuni punti della chiesa», come spiega il segretario. Da allora, tuttavia, niente si è mosso. I fondi messi a disposizione non sono stati neanche utilizzati completamente, ma ancora non esiste né un progetto preliminare né uno studio di fattibilità. «È un altro dei monumenti di cui vogliamo occuparci quanto prima, anche per l’importanza che ha e per il valore simbolico della chiesa» dice D’Amico. «Santa Giusta rappresenta un’altra ferita aperta».
TEATRO COMUNALE. La data c’è: il Teatro comunale, dopo i vari ritardi (il cantiere è partito nel 2015 e avrebbe dovuto concludersi nel 2017), dovrebbe tornare fruibile il prossimo anno, nel 2021. Una buona notizia per la città che della cultura ha da sempre fatto il suo baluardo. «Il cantiere è in stato avanzato», spiega D’Amico. «Il problema, più che dal punto di vista strutturale, è legato agli impianti. Si tratta infatti di una macchina che deve funzionare perfettamente e che deve avere condizioni di assoluta sicurezza. I lavori stanno andando avanti e contiamo di terminarli nel 2021». È stato finito in estate il secondo lotto di lavori, per il quale è stato utilizzato un finanziamento da 10 milioni circa. Nei primi anni post-sisma c’era già stato un primo intervento di messa in sicurezza. Il terzo lotto è stato finanziato con delibera Cipe per circa 6 milioni. Bisogna completare gli impianti, le pavimentazioni, la scenotecnica (palcoscenico, torre scenica, graticcio), gli arredi e realizzare un intervento di miglioramento sismico. Tutto entro quest’anno: se la tabella di marcia verrà rispettata, infatti, nel 2021 sarà possibile assistere alla prima del rinnovato Teatro comunale.
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