Per l’antenna contestata ipotesi di una nuova area

29 Ottobre 2020

BAGNO. Il Comune non cambia idea sull’antenna per la telefonia mobile da installare nella frazione di Bagno e che è contestata dai cittadini. Nel corso di una videoconferenza alla quale hanno...

BAGNO. Il Comune non cambia idea sull’antenna per la telefonia mobile da installare nella frazione di Bagno e che è contestata dai cittadini. Nel corso di una videoconferenza alla quale hanno partecipato il sindaco Pierluigi Biondi e una rappresentanza della popolazione interessata, gli uffici comunali hanno confermato la bontà dell’autorizzazione per la posa in opera dell’antenna. L’unica “apertura” è stata che sarà effettuato al più presto un sopralluogo per valutare la possibilità di localizzare l’impianto in un’area diversa da quella prevista, più lontana dalle case. L’area alternativa è stata indicata dall’amministrazione separata per gli Usi civici.
Poche settimane fa i cittadini di Bagno avevano diffidato il Comune dal concedere il via libera all’installazione dell’antenna per telefonia mobile in una zona vicina alle case e alla scuola. Il documento aveva come premessa il fatto che “in base alla legge i Comuni possono, in un’ottica di ottimale disciplina d’uso del territorio, adottare misure integrative per la localizzazione delle stazioni radio base e degli impianti per telefonia mobile, in modo da minimizzare l’esposizione dei cittadini residenti ai campi elettromagnetici, senza tuttavia, per questo, potersi spingere fino ad impedire o a rendere eccessivamente onerosa la possibilità di installare i detti impianti sul territorio comunale. La giurisprudenza ha ritenuto che il procedimento volto al rilascio (o al diniego) dell’autorizzazione all’installazione delle infrastrutture per la telefonia radiomobile deve essere ispirato al canone della massima partecipazione del privato, con conseguente possibilità per quest’ultimo di presentare osservazioni e integrazioni atte a sostenere i suoi interessi. Le norme inoltre consentono alle singole amministrazioni locali di intervenire sui criteri localizzativi degli impianti di telefonia mobile, anche tramite divieti, quali, ad esempio, il divieto di localizzazione vicino a specifici edifici o a distanze specifiche”. Il diritto alla comunicazione e quindi alla necessità di posizionare le antenne, si leggeva ancora nella diffida, deve essere bilanciato con la difesa dell’ambiente e della salute, per questo “i Comuni sono chiamati dal legislatore ad assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Quindi la possibilità concessa agli enti territoriali di intervenire ai fini di tutelare l’ambiente e la salute dei propri cittadini e per concorrere ad un corretto assetto del territorio, costituisce un necessario punto di raccordo tra normativa comunitaria e nazionale e le esigenze locali, impedendo una inammissibile e contraddittoria cedevolezza aprioristica degli interessi delle popolazioni rispetto alle istanze delle compagnie telefoniche”. (g.p.)