Per la cinta muraria della città in arrivo altri cinque milioni

30 Ottobre 2020

L’AQUILA. È in dirittura d’arrivo l’ultima tranche del finanziamento destinato alla valorizzazione della cinta muraria della città. A renderlo noto, ieri pomeriggio, a margine della conferenza stampa...

L’AQUILA. È in dirittura d’arrivo l’ultima tranche del finanziamento destinato alla valorizzazione della cinta muraria della città. A renderlo noto, ieri pomeriggio, a margine della conferenza stampa sul restauro del Torrione, è stato l’architetto Stefano D’Amico, soprintendente ad interim per L’Aquila e il cratere. «Entro sei o sette mesi dovrebbero arrivare i fondi», ha detto, «ammesso che non ci siano ulteriori difficoltà».
Si tratta degli ultimi cinque milioni di euro, che serviranno a completare l’intervento cominciato negli anni scorsi e permetteranno una fruizione completa della cinta attraverso la realizzazione di camminamenti illuminati. Perché la cinta possa essere completamente aperta e fruibile, infatti, sono ancora necessari ulteriori due anni di lavori. Il primo intervento sulle mura è stato già realizzato con fondi comunitari per circa 8 milioni di euro. C’è stato poi un secondo intervento di pavimentazione e illuminazione di 3 milioni e 600.000 euro. I prossimi lavori, dunque, saranno quelli conclusivi. «Appena avremo in cassa questo nuovo finanziamento potremo dare il via alla fase di appalto delle ultime opere», ha continuato Di Stefano, che ha anche ricordato come siano diversi i tratti della cinta già visitabili. «Resta ancora non fruibile quello di Porta Branconia per motivi di sicurezza e di opportunità», ha sottolineato. «Vorremmo aprire quel tratto appena sarà possibile percorrere anche quello di via Vicentini, a fianco a Porta Barete, e riprendere il percorso lungo il viale della Stazione. Questi tratti di mura sono stati restaurati, ma manca l’aspetto della valorizzazione. Su alcune zone bisogna intervenire dal punto di vista architettonico, come per quella in prossimità dell’ospedale San Salvatore». Resta un nodo da sciogliere, invece, quello di Porta Barete, per cui si intende procedere con l’acquisizione dell’area. (m.c.)