Per la giunta primi grattacapi dai socialisti
Sinibaldi e Taglieri scalpitano, ma c’è il nodo Di Marzio. La Salvati pronta a lasciare il gruppo Ranalli
SULMONA. Ha annunciato che entro martedì farà conoscere i nomi degli assessori che la affiancheranno nella sua esperienza amministrativa. Ma a giudicare da quello che le sta accadendo intorno il compito di Annamaria Casini si annuncia complicato. Troppi i nodi ancora da sciogliere. Accordi sottoscritti prima della campagna elettorale e delicate situazioni che si sono venute a creare subito dopo il voto. Nel Partito socialista, per esempio, sono rimasti fuori dai giochi alcuni esponenti di spicco, come Mario Sinibaldi e l’ex vicesindaco Luisa Taglieri. Una parte del Psi sta spingendo forte affinché Sinibaldi possa essere recuperato o come assessore o come consigliere comunale con buona pace della Taglieri. Ma rischiano di restare fuori entrambi se, come pare certo, Katia Di Marzio sarà il nuovo presidente del consiglio. Una notizia che ha già messo in preallarme Luigi Santilli, il quale non ha mai nascosto di mirare alla stessa carica. Situazione molto delicata anche nel gruppo di Sulmona Democratica che ha già individuato in Stefano Goti il nome da mettere a disposizione del sindaco. Ma il consigliere di riferimento, Roberta Salvati, sarebbe pronta a lasciare il gruppo che l’ha sostenuta fin dall’inizio della sua esperienza politica per approdare tra fedelissimi di Andrea Gerosolimo. Al momento l’unico punto fermo della nuova giunta è Mariella Iommi, indicata da Fratelli d’Italia. Intanto Antonio Iannamorelli ha fatto sapere che non farà parte dell’esecutivo. «Non farò l’assessore», afferma Iannamorelli, «non ho intenzione di farlo e nessuno me lo ha proposto. La mia decisione di non svolgere attività politica in questa fase della mia vita non si è modificata. Ovviamente questo non significa sfuggire. Ci sono tanti modi per dare un contributo alla città, anche in maniera gratuita. Per quanto mi riguarda ho già avuto modo di spiegare ad Annamaria Casini che potrà contare, se riterrà, sul mio impegno negli ambiti operativi dell’associazione “Una fondazione per il Morrone” e sul network di relazioni istituzionali e d’impresa che derivano dal mio lavoro». (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

