Perde l’uso di una mano L’Asl paga 113mila euro

20 Dicembre 2020

L’uomo rimase ferito in un incidente e sottoposto a un intervento ai tendini Il giudice dispone il risarcimento del danno: «Sbagliata l’operazione»

AVEZZANO. Ammonta a 113mila euro il risarcimento danni per un intervento chirurgico che ha causato danni permanenti a un paziente. Tanto dovrà versare la Asl a un 65enne di Avezzano, N.F., che dopo quell’operazione ha perso l’uso della mano. La condanna è stata inflitta dal giudice del tribunale, Roberta Mastropietro, «accerta la responsabilità della azienda sanitaria locale Avezzano-Sulmona-L’Aquila per i danni occorsi in conseguenza della inesatta esecuzione dell’intervento chirurgico». In seguito a un incidente, e a una ferita da taglio alla mano sinistra, il marsicano si era recato in pronto soccorso per essere medicato. Il 14 maggio 2015 era stato sottoposto a un intervento chirurgico, ma come evidenziato nella sentenza in sala operatoria i chirurghi «avrebbero negligentemente trascurato di intervenire sulle lesioni ai tendini Fpl e Epl, nonostante fossero state puntualmente repertate, e avrebbero inoltre mancato di diagnosticare e conseguentemente trattare l’ulteriore lesione a carico del nervo mediano, con conseguente aggravamento dei postumi», rendendo necessario «un secondo intervento riparatore eseguito il 2 giugno 2016 all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma. Operazione che, pur realizzata nel rispetto delle regole dell’arte», scrive il giudice monocratico, «a causa della natura delle lesioni tendinee mai trattate e del tempo trascorso non sarebbe stato comunque in grado di ripristinare la funzionalità dell’arto offeso, con inevitabili ripercussioni anche sulla sfera dinamico-relazionale del paziente, non più in condizioni di compiere alcuni elementari gesti della vita quotidiana». In particolare, gli esiti dell’indagine tecnica eseguita dai consulenti Giuseppe Stornelli e Gaetano Di Saverio, «hanno consentito di accertare che i sanitari che eseguirono l’intervento commisero due rilevanti errori tecnici: l’omessa diagnosi e, per l’effetto, l’omesso trattamento della lesione della componente motoria del nervo mediano; l’omessa o, nella migliore delle ipotesi, l’errata riparazione delle lesioni ai tendini Fpl e Epl. Il chirurgo che eseguì quell’intervento agì in modo imperito pregiudicando così la possibilità per il paziente di contenere i postumi che sarebbero scaturiti dall’evento traumatico subito». Danno aggravato dal fatto che il marsicano fu dimesso «senza alcuna prescrizione di visite specialistiche, omissione ancora una volta imputabile ai sanitari». Il 65enne, assistito dall’avvocato Berardino Terra, si è avvalso della consulenza medica del professor Mauro Arcangeli. L’Asl è stata condannata anche al pagamento di spese legali e consulenza tecnica.
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