L’Aquila

Perdonanza Celestiniana, la commozione di Biondi alla chiusura della Porta Santa

30 Agosto 2026

La cerimonia conclusiva della 732esima edizione. Il sindaco quasi in lacrime: «Affido per l’ultima volta l’amata città a Celestino»

L’AQUILA. Per raccontare in sintesi la giornata di ieri della Perdonanza bisogna fissare 4 immagini: il flusso ininterrotto di fedeli - anche nelle ore più calde - che hanno attraversato la Porta Santa di Collemaggio per «lucrare» l’indulgenza concessa all’Aquila e al mondo da Celestino V nel 1294, la chiusura della Porta Santa alle 19.34, lo spegnimento del fuoco del Morrone sulla torre a fianco alla Basilica da parte del sindaco che alle ore 19.47 ha contestualmente dichiarato ufficialmente chiusa la 732esima Perdonanza celestiniana e la commozione (e forse anche qualche lacrima) del primo cittadino, Pierluigi Biondi, al sesto minuto (praticamente alla fine) del suo discorso di chiusura del Giubileo aquilano pronunciato al termine della celebrazione religiosa nella basilica di Collemaggio.

Questo il punto in cui al sindaco, in carica da quasi 10 anni (e che il prossimo anno, per la legge che impedisce un terzo mandato, non si potrà ricandidare) è venuto il magone: «Per me questo è stato l’ultimo anno che ho potuto vivere quei minuti intensi ed emozionanti, carichi di spiritualità in cui, inginocchiato sull’uscio della Porta Santa appena aperta, ho rivolto un pensiero carico di gratitudine a Dio, forte dell’intercessione di San Pietro Celestino, affidandogli, un’ultima volta da sindaco, la nostra amata città e il suo meraviglioso territorio».

Ma c’è un altro passaggio da evidenziare. È quando il sindaco ha sottolineato: «La ricorrenza del 6 aprile 2009 e quella del 23 settembre in ricordo dei Nove Martiri giovinetti insieme alla Perdonanza sono gli eventi che maggiormente rappresentano la nostra comunità, sono identità, patrimonio della nostra memoria collettiva, forza ispiratrice della rinascita».

Perdonanza e 6 aprile 2009 potevano essere “attesi” come eventi che sono “patrimonio” storico-identitario dell’Aquila. Aver inserito anche i Nove martiri aquilani massacrati nel 1943 dai nazisti (con complicità fasciste) che occupavano la città, è stato forse il modo per “ricomporre”, nel ragionamento del primo cittadino, una identità cittadina che si nutre di tante “memorie” nessuna delle quali può essere messa in ombra rispetto ad altre.

«La Perdonanza» ha inoltre detto Biondi «è il miracolo dell’irruzione di Pietro da Morrone nella storia. La grande notorietà di Celestino V è stata inversamente proporzionale alla durata del suo pontificato, per le sue azioni misericordiose; per il perdono senza lucro del giubileo agostano; per la sua statura morale e il suo ascetismo. È come se all’epoca si fossero vissute delle giornate di perfezione spirituale inarrivabile e la Bolla del Perdono fosse stata la mossa del cavallo, abile quanto inattesa, con la quale Celestino ha posto fine alle faide tra le opposte fazioni degli aquilani. È stato un onore impegnarci tutti a rendere il giubileo celestiniano ancora più conosciuto nel suo significato spirituale e più attrattivo nelle proposte laiche, accompagnandolo fuori dal perimetro locale. Rivolgo a voi tutti il mio grazie con l’affetto e il rispetto che si deve a un popolo coraggioso e mai vinto dalle avversità. Papa Leone XIV» ha concluso il sindaco «ci sprona, indicandoci la strada verso la pace. La pace, sottolinea il Pontefice, ha bisogno di essere cercata, annunciata, condivisa in ogni luogo, sia nei drammatici luoghi di guerra, sia nei cuori svuotati di chi ha perso il senso dell’esistenza e il gusto dell’interiorità, della vita spirituale».

Da parte sua l’arcivescovo Antonio D’Angelo, nell’omelia (che potete leggere in queste pagine nella versione integrale) ha ribadito che «la liturgia che stiamo celebrando richiama tutti noi all’evento di grazia della Perdonanza celestiniana, la quale illumina la nostra città e il nostro territorio da 732 anni. Questo dono è talmente grande da avere un respiro universale, il faro della Misericordia, infatti, non conosce confini ma abbraccia l’intera umanità».

Alla Messa di chiusura della 732esima Perdonanza erano presenti oltre al sindaco Biondi, i senatori Guido Liris ed Etel Sigismondi, il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente, il prefetto Vito Cusumano e il presidente del consiglio comunale Roberto Santangelo.

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