la panoramica di un evento

Perdonanza. Dall’Unesco alla diretta Rai: si chiude un decennio che ha cambiato la storia

22 Agosto 2026

È arrivato al capolinea il ciclo del sindaco Biondi e del direttore artistico De Amicis. Il decennio della svolta tra Covid, Capitale della Cultura 2026 e il rilancio nazionale

La 732esima edizione della Perdonanza celestiniana che si apre domani rappresenterà una svolta nella storia recente della manifestazione (parliamo della cosiddetta Perdonanza moderna la cui prima edizione è del 1983). Sarà l’ultima con Pierluigi Biondi sindaco e l’ultima con Leonardo De Amicis direttore artistico come lui stesso ha rivelato in una recente intervista a Stefano Dascoli. Può essere l’occasione per fare bilanci? Certamente li faranno Biondi, De Amicis, il vicesindaco Raffaele Daniele (che è stato in questi anni il coordinatore organizzativo dell’evento). Poi ci saranno decine di prese di posizione per dimostrare i “successi” o le “delusioni” di questo periodo storico. L’errore, però, sarebbe quello di farsi condizionare da propri convincimenti o peggio da orientamenti politici. Al cronista spetta il compito di raccontare e storicizzare per quanto possibile i dieci anni che ci lasciamo alle spalle.

Nel 2016 l’ultima Perdonanza del sindaco di centrosinistra Massimo Cialente era stata “travolta” dalla tragedia del terremoto nel Centro Italia (ne parliamo diffusamente in un articolo all’interno dell’inserto). Qualche mese prima, dicembre 2015, l’Unesco aveva «bocciato» l’iscrizione della festa della Perdonanza nella «lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell'umanità». La candidatura fu poi riproposta (dando rilievo soprattutto al percorso del Fuoco del Morrone) e il 12 dicembre 2019 l'iscrizione c’è stata. Quel riconoscimento fu certamente un passo importante per far uscire la “Perdonanza” dalle anguste mura cittadine e provare a “lanciarla” verso una dimensione internazionale contando sulla forza del messaggio di Pace e Riconciliazione lasciato in eredità da Papa Celestino V (pontefice per pochi mesi nel 1294). Nel 2018 avvenne un fatto importante per la città. L’arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Petrocchi il 28 giugno fu nominato cardinale da Papa Francesco (l’annuncio c’era stato il 20 maggio). Da quel momento L’Aquila potè contare su un uomo importante nelle stanze Vaticane che, soprattutto, godeva della stima e dell’apprezzamento di Francesco. Si cominciò allora a parlare di una possibile visita del Papa all’Aquila e della “spinta” decisiva all’avvio del cantiere per la ricostruzione del Duomo. Il 2020 e il 2021 sono stati gli anni del Covid e va dato atto all’amministrazione Biondi di avere fatto il possibile, forse anche di più, per organizzare la Perdonanza in una situazione che definire difficile è poco.

LA SVOLTA

Il “miracolo”, così si può definire, avvenne nell'agosto del 2021 quando la pandemia si stava un po’ allentando. L’arcivescovo Petrocchi e il sindaco Biondi annunciarono per il 28 agosto 2022 la storica visita di Papa Francesco per aprire la Porta Santa della Basilica di Collemaggio. In quei 12 mesi ci fu un lavoro frenetico per organizzare tutto al meglio ma anche ansia e incertezza per le condizioni di salute del Santo Padre, condizioni che, anche all’ultimo momento, avrebbero potuto vanificare tutto. Francesco, invece, nonostante il forte dolore a una gamba (tutti lo ricordano sulla sedia a rotelle) con uno sforzo sovrumano si alzò in piedi con tutta la sua imponente figura davanti alla Porta Santa e poi entrò nella Basilica di Collemaggio per pregare sulla tomba di Celestino V. Nell’omelia durante la Messa, celebrata sul sagrato, definì L’Aquila “Capitale del Perdono” .

IL GIUBILEO  

Nel maggio 2024 il Papa fece un nuovo regalo all’Aquila quando nella Bolla di indizione del Giubileo 2025 inserì questo passaggio: “Ricordiamo, ad esempio, la grande “perdonanza” che San Celestino V volle concedere a quanti si recavano nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, a L’Aquila, nei giorni 28 e 29 agosto 1294, sei anni prima che Papa Bonifacio VIII istituisse l’Anno Santo. La Chiesa già sperimentava, dunque, la grazia giubilare della misericordia”. Da quella "Bolla" è nato anche un rapporto sempre più forte con Assisi. Il resto è storia recente. Il 2026 è l’anno dell’Aquila capitale della cultura che ha messo la città al centro dell’attenzione nazionale. C’è già stata la riapertura del teatro San Filippo, presto ci sarà anche quella del Duomo e del Teatro comunale. Grazie ai fondi Restart (che nascono, non va dimenticato, da una percentuale calcolata sui contributi complessivi della ricostruzione post sisma 2009) si sono moltiplicate occasioni per fare “cultura” o anche semplicemente “ricreazione”. Infine la ciliegina sulla torta. Domani sera (domenica 23 agosto) l’apertura della Perdonanza sarà in diretta tv su Rai Uno, cosa mai accaduta prima. La domanda ora è se tutto questo in una prospettiva storica è stato utile al rilancio della città dopo la tragedia del 2009. Difficile dare una risposta certa. Si tratta di valutazioni che andranno fatte nel lungo periodo e senza condizionamenti “ideologici”. Qualcuno ora potrebbe chiedermi: ma dopo questo “sproloquio” a te personalmente sono piaciute le ultime edizioni della Perdonanza? No, non mi sono piaciute. Ma il mio è un giudizio che conta poco. Il peso e il dolore del passato che non passa schiacciano anche i «piaceri» della vita.

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