Perdonanza, l’obiettivo è l’ok dell’Unesco

8 Settembre 2017

Di Renzo (Comitato): l’evento incarna ideali di solidarietà base del valore immateriale dell’umanità

L'AQUILA. Calato il sipario sulla 723esima Perdonanza celestiniana, si guarda all'ambito riconoscimento internazionale. «Occorre mettere in campo un'azione sinergica istituzionale e culturale per supportare la candidatura dell'Indulgenza plenaria di Celestino V a patrimonio immateriale dell'Unesco. Un'occasione unica che la città dell'Aquila non può lasciarsi sfuggire», afferma la giornalista Monica Pelliccione, componente del gruppo di lavoro della Perdonanza patrimonio immateriale Unesco, di cui fanno parte, tra gli altri, Ernesto Di Renzo, docente all'università Tor Vergata di Roma e curatore del dossier, Arturo Diaconale, componente del consiglio di amministrazione della Rai, Salvatore Santangelo, storico, saggista e giornalista, e Walter Capezzali, storico ed ex direttore della biblioteca dell'Aquila. «Abbiamo avviato un percorso finalizzato a far conoscere la Perdonanza oltre i confini locali, ma è sulla coesione istituzionale e sull'impegno congiunto di tutti gli enti e le associazioni locali che poggia le basi la possibilità che la Perdonanza ottenga, nel 2018, anno europeo del patrimonio culturale, il riconoscimento dell'Unesco». Il gruppo di esperti, che affiancherà il lavoro del Comitato perdonanza, si dedicherà alla calendarizzazione degli appuntamenti, fino a dicembre del prossimo anno, e alla stesura di un piano di comunicazione per veicolare il valore della manifestazione e del messaggio celestiniano. «La condivisione dell'evento, i princìpi di fratellanza e di unione che suscita lo stesso rappresentano valori fondanti», dichiara il professor Di Renzo, «il messaggio di Celestino va oltre i canoni religiosi. La Perdonanza incarna ideali di solidarietà, convivenza, fratellanza e pace che costituiscono la base del valore immateriale dell'umanità».
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